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Intervista a Mattia Melera Lega Dei Ticinesi

È sicuramente un volto emergente della Lega Dei Ticinesi e malgrado la sua giovane età ha saputo farsi valere in queste elezioni Cantonali, grazie anche al suo indubbio carisma e una “performance” piuttosto esaltante al programma “Sotto a chi tocca” di Matteo Pelli, in cui ha fatto tra le altre cose un simpatico appello a votarlo in più che dignitoso inglese. Stiamo parlando di Mattia Melera, classe 1995, coordinatore MGL Bellinzonese e Valli ed attualmente Consigliere Comunale di Arbedo-Castione tra le fila della Lega dei Ticinesi, presentatosi per la prima volta alle elezioni del Parlamento, portando a casa 24’428 voti (3’436 voti preferenziali). Ha frequentato la Scuola cantonale di commercio a Bellinzona, con successivo percorso di studi all’Usi di Lugano. È un amante della bici e dello sci, nonché grande appassionato di moto. A lui abbiamo posto alcune domande a pochi giorni dalle elezioni.

Mattia, non avevi alcuna speranza di entrare ma ti sei fatto valere. Raccontaci della candidatura, come sei stato scelto, perché… ecc. Quali erano i tuoi obiettivi prima di cominciare la campagna?

  • È vero, le possibilità di entrare erano piuttosto basse, ma nella politica non si può mai sapere! Conscio di ciò, mi sono impegnato al massimo durante tutta la campagna, il che mi ha permesso di conoscere molta gente in tutto il Ticino. Sono stato scelto in quanto coordinatore MGL Bellinzonese e Valli, ma anche perché la Lega ha a cuore i propri giovani, considerati il futuro del movimento.

Sei giovane, sei del 1995, hai soltanto 24 anni. Fai parte della “nuova guardia”. Cosa sai del Nano? Lo hai conosciuto di persona? Credi possa essere ancora visto come una figura di riferimento anche se le giovani leve purtroppo non lo hanno conosciuto? Chi sono le figure di riferimento all’interno del partito al giorno d’oggi?

  • Purtroppo, non ho avuto il piacere di conoscere personalmente Giuliano Bignasca, ma ho sempre apprezzato la sua trasparenza, nonché il carisma con cui teneva testa agli avversari durante i dibattiti televisivi. Ritengo che il Nano venga tuttora preso come figura di riferimento, poiché la lega deve continuare ad essere improntata al sociale. Attualmente vi sono diverse figure di riferimento, come ad esempio i ministri Gobbi e Zali, ma anche la famiglia Bignasca e coloro i quali lavorano dietro le quinte per garantire stabilità nel movimento.

Il movimento negli ultimi si è dato una struttura molto gerarchica con a capo diciamo i colonnelli e sotto il movimento giovanile… Come funziona la vita “nei giovani Leghisti”? Quale è il vostro ruolo? Viene chiesto il vostro parere? In che modo aiutate i “vecchi”?

  • La lega negli anni ha abbozzato una forma prototipica di struttura, ma principalmente continua ad essere un movimento. Ai giovani viene concesso molto spazio e margine di manovra, motivo per cui c’è smpre un ottimo confronto intergenerazionale. L’aiuto è reciproco, poiché i giovani forniscono idee e spunti, mentre i più attempati ci guidano nel panorama tecnico della politica.

Quando hai capito di essere leghista? Come ti senti quando vieni etichettato come un diciamo… Becero illetterato dagli “intolleranti”? Non ti senti offeso dell’immagine che a volte vogliono fare passare della “Lega dura e pura” che però ha maggioranza in governo dal 2011 e si difende con ordine nel legislativo (malgrado l’arretramento in questa tornata elettorale)?

  • Difficile a dirsi, nello spirito sono sempre stato leghista, forse si tratta dell’eredità di mio nonno. Cerco di badare poco agli insulti ed alle vili provocazioni, anche perché spesso giungono da persone insulse ed ignoranti (facilmente smontabili in una qualsivoglia discussione). Mi piacciono però i confronti (a patto che siano civili), poiché solo dal dialogo nascono soluzioni condivisibili. Bado poco a quel che si dice sull’immagine della lega, in quanto si tratta di un movimento eterogeneo spinto da ideali di fondo condivisi.

Cosa ti senti di dire ad un giovane che volesse fare politica? Perché dovrebbe scegliere voi e non un altro partito?

  • Se vissuta positivamente, la politica è appassionante ed arricchente, sebbene dispendiosa soprattutto a livello di tempo. Scegliere la lega significa poter avere libertà di espressione ed un supporto in qualsiasi momento, motivo per cui invito i giovani a conoscerci meglio, magari potrebbero esserci delle affinità inaspettate!

Di Alessandro “Bubi” Berta