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Intervista a Michela Ris, uno dei volti nuovi del Gran Consiglio

È lei uno dei volti nuovi del Gran Consiglio: Michela Ris, Municipale di Ascona (PLR), eletta nel distretto di Locarno con 35317 voti. Partita come “outsider”, ha condotto una campagna tutto cuore, dove non sono però mancate le polemiche (quote rosa vs meritocrazia) ma che ha avuto anche quel tocco di originalità con i suoi smartRis?

Classe 1979, nata a Locarno ma cresciuta nella bella Ascona. Attiva in ambito fiduciario e quale collaboratrice nella gestione degli alberghi di famiglia (che sia lei la persona chiamata a risollevare le sorti del turismo ticinese?). Laurea in Scienze Politiche all’università di Losanna, è anche attiva in numerose associazioni del territorio. A lei abbiamo fatto alcune domande per sapere qualcosa in più sulla sua persona e le sue sensazioni all’indomani della sua brillante elezione in Gran Consiglio.

Michela Ris, per prima cosa come si sente? Se lo aspettava? Sappiamo che la scalata a Palazzo delle Orsoline non è sempre facile per chi viene dal Locarnese in un cantone tendenzialmente Lugano-centrico…

Sono felicissima, sentivo di aver fatto una bella campagna ed ero soddisfatta ma ovviamente il risultato non era per niente scontato. Non ho fatto cartelloni, inserzioni pubblicitarie o banner, ho partecipato a tanti comizi (anche se forse in futuro bisognerebbe ripensare questa modalità perché non sono più così frequentati come un tempo e per i candidati è veramente un tour de force sfiancante), ho puntato molto sui social che uso da molti anni con dei brevi video, ho scritto degli articoli per i giornali e per i portali e mi sono inventata questo piccolo gadget giocando con il mio cognome #smartRIS che è piaciuto molto; ma essere già Municipale e aver avuto modo di farmi conoscere a livello cantonale nel 2015 quando sono stata candidata al Consiglio Nazionale penso sia stato molto importante per gettare le basi per questa campagna. Insomma partivo da outsider ma non troppo.

L’inizio della sua campagna è stato caratterizzato da una aspra polemica incentrata sul ruolo delle quote rosa in parlamento. Sappiamo che il mondo ancora nel 2019 è tendenzialmente maschilista anche se si stanno facendo (per fortuna) dei passi in avanti. Lei sente di aver avuto sostegno dalle donne? Nella sua campagna sente di essere stata avvantaggiata o penalizzata proprio per il suo essere anche una… Bella donna? Perché le donne fanno fatica ad emergere anche se spesso sono più competenti degli uomini?

Spero di sì, perché credo molto nelle donne, nel sostegno femminile e nel lavoro che possono fare. Sono molto felice che potrò lavorare insieme ad Alessandra Gianella, conosciuta anni fa grazie alla politica e poi diventata una delle mie più care amiche. Le giovani donne oggi sono molto preparate e hanno capito che possono rivestire qualsiasi ruolo al pari di un uomo; bisogna però riconoscere che da parte di molti uomini oggi c’è un vero sostegno per quanto riguarda la famiglia e i compiti vengono divisi e questo è fondamentale.

Penalizzata non penso ma non so se sono stata avvantaggiata, certo io non ho puntato su quello. Penso di aver dimostrato in questi anni di aver lavorato bene per il mio Comune e ora sono pronta a farlo in Gran Consiglio e questa è la dimostrazione che se si fa un passo alla volta, si lavora e ci si crede è possibile farcela, anche se si è una donna.

Ascona è un borgo bellissimo, il lungolago verso la piazza è uno posto altamente suggestivo, sembra di stare al mare a Mentone, le viuzze sono anche molto particolari. Ma Ascona non è sicuramente solo turismo (lei e la sua famiglia siete attivi in questo settore) ci definisca il suo Comune con tre aggettivi.

Tre aggettivi non bastano…internazionale, rilassante, pittoresca, elegante, romantica….

Ascona spesso è vista solo come un luogo per turisti, terra di seconde case, di svizzero tedeschi e germanici facoltosi. Ma ad Ascona c’è spazio per i ticinesi? Ma soprattutto, Ascona sembra sempre un paradiso ma avete anche dei problemi? Quali sono le difficoltà che attanagliano il Comune e/o le sfide per il prossimo futuro?

Certo che c’è spazio per i ticinesi! Ascona è un comune a misura d’uomo con ottimi servizi per ogni fascia di età che cerchiamo di curare costantemente, sia per i nostri turisti ma soprattutto per i nostri cittadini. Abbiamo una pista di ghiaccio, il campo di calcio, le palestre, il golf, il porto, si può fare quasi ogni tipo di sport. Le scuole partono dall’asilo nido e si può continuare la formazione sino al Liceo con il Collegio Papio. Abbiamo introdotto un’assistente sociale che aiuta le persone anziane o quelle in difficoltà. Stiamo rifacendo e abbellendo molte strade e uno dei prossimi grandi progetti che darà un volto nuovo alla zona di Moscia sarà la galleria verso Brissago. Per fortuna non abbiamo particolari problemi anche se i continui riversamenti di oneri da parte del Cantone mettono alla prova le nostre finanze, vorremmo avere più margine di manovra in questo senso. Il Comune può disporre liberamente solo del 30% dei propri introiti.

Lascerà la carica di Municipale? Sappiamo che non è sempre facile conciliare la doppia carica con anche la famiglia, il lavoro e gli affetti. Se non la lascia crede di poter continuare il suo lavoro con massimo impegno anche ad Ascona?

Non lascerò la carica di Municipale. Lavorare in un esecutivo è molto stimolante, ogni settimana prendiamo decisioni e possiamo vedere il frutto del nostro lavoro in tempi relativamente brevi, inoltre lavoriamo in armonia e questo è molto importante per ottenere dei risultati che poi vanno a vantaggio di tutta la popolazione.

Di Alessandro “Bubi” Berta