Il rallentamento economico iniziato nei primi mesi del 2019 è proseguito anche nel secondo trimestre. Le cause di questo ulteriore rallentamento sono, come nel recente passato, da ricondurre soprattutto alle persistenti frizioni economiche in atto a livello internazionale. Nonostante il quadro sfavorevole, a livello nazionale arrivano ancora segnali incoraggianti, ad esempio dai valori dei consumi interni o dal mercato del lavoro, appare invece più fragile la situazione cantonale.
In particolare in Ticino si confermano in difficoltà alcuni settori tra cui le attività manifatturiere e il settore delle costruzioni, difficoltà misurate sia dalle indagini qualitative (come le inchieste congiunturali del KOF) che da statistiche puntuali (quali la statistica del commercio estero e la statistica delle domande di costruzione). Meno negative le sensazioni espresse dal commercio, dal settore finanziario e dal turismo. Inoltre, a livello cantonale la decelerazione economica sembra aver già iniziato ad influenzare il mercato del lavoro, considerata la lenta crescita degli impieghi, nuovamente limitata ai soli tempi parziali, e la contemporanea diminuzione degli occupati.
Attualmente le previsioni degli imprenditori rispetto all’evoluzione degli affari nei prossimi mesi non mostrano un ulteriore peggioramento, rivelano anzi un relativo un ottimismo. Meno positive le attese dei consumatori, difatti secondo l’inchiesta sulla fiducia dei consumatori svolta dalla Seco sono negative tanto le attese rispetto all’evoluzione della situazione economica che quelle rispetto all’evoluzione della situazione finanziaria. Queste ultime proiezioni adombrano le possibilità di mantenere alti i livelli dei consumi interni e lasciano affiorare il rischio di un imminente ingolfamento economico.