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Di Ronald (Ronnie) David consigliere comunale I Verdi Bellinzona

La scorsa estate la Capitale è stata surriscaldata dalle accese discussioni relative agli alberi della parte alta di Viale Stazione. Una discussione sfociata poi in una raccolta di firme promossa dai Verdi che in una sola settimana ha permesso di raccogliere quasi 6500 firme con una mobilitazione popolare da record. La volontà da parte del Municipio di considerare l’abbattimento di quasi cento alberi tanto cari ai bellinzonesi, è però la punta degli iceberg di una politica rispetto al verde urbano decisamente deficitaria. Non forse in termini numerici, dato che le autorità ad ogni critica rispondono che il saldo di alberi nel fondovalle è in realtà aumentato. Ma certamente in termini qualitativi poiché alberature tra i 30 e i 100 anni che vengono abbattute non possono essere sostituite in termini di beneficio dagli alberi appena piantati. Le ragioni sono molteplici, a cominciare dalla triste testimonianza degli alberi nella parte bassa del Viale, dove gli stessi vengono mantenuti piccoli per poter riutilizzare le decorazioni natalizie luminose. Ma anche per la scelta dei tipi di alberi, come ad esempio le betulle che non sono inserite nel loro habitat naturale in ambito strettamente urbano e che hanno una durata di vita alle nostre latitudini piuttosto modeste rispetto ad altre alberature.
Ci si aspetta dunque una chiara strategia da parte del Municipio a inventariare il patrimonio arboreo cittadino e al contempo una presentazione di una strategia di sostituzione mirata degli alberi malati e danneggiati. Ma non solo, in un’epoca di fenomeni naturali sempre più estremi, nei fondivalle è indispensabile identificare una strategia per ovviare alle conseguenze di un clima in mutamento, proteggendo la popolazione, in particolare quella più esposta, alle conseguenze di questi fenomeni. Occorre quindi una strategia a trecentosessantacinque gradi per il verde urbano, affinché venga creato un habitat piacevole per essere umani e per la biodiversità.

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