Fino al 31 ottobre è possibile fare visita alla mostra di Al Fadhil intitolata Era Natura, nel nucleo di Brè Sopra Lugano e al Museo Wilhelm Schmid, che propone al visitatore una riflessione sui principali temi sociali e ambientali.

Il percorso artistico di Fadhil a Brè, composto da interventi progettati appositamente per i luoghi che li ospitano, si sviluppa lungo un tracciato che dal belvedere attraversa le vie del nucleo fino al Museo: ci sono le emblematiche riproduzioni fotografiche appese ai pali della luce, le insegne che riportano “Indicazioni etiche” in lingue diverse, il gran formato dello “Sbarco su Lugano”, e inoltre da riscoprire l’opera commissionata dal Circolo Pasquale Gilardi “Lelèn” con Visarte Ticino nel 1995, posta sulla facciata di una casa nella piazzetta dedicata al poeta dialettale e scultore locale.

Al Museo l’artista iracheno naturalizzato svizzero (1955) entra poi in dialogo diretto con Wilhelm Schmid tramite poche azioni, misurate e di grande impatto visivo ed emotivo: la ripresa di un dettaglio ornamentale di un autoritratto di Schmid in vestaglia, due neon e alcuni piedistalli che sorreggono oggetti significativi elaborati dall’artista. Ma è forse l’ultimo piano dell’edificio che sorprende più di tutti con l’esposizione di due grandi opere: “EraOra!”, una tela raffigurante il mare e al suo interno una polaroid che immortala un rifugiato seduto sulla riva in stato di contemplazione, e Habitat Mundi, un’installazione di cubetti di marmo bianco posizionati in forma piramidale all’interno di un habitat utopico.

L’intera mostra diffusa invita a riflettere sugli effetti negativi del vivere globalizzato e ad esplorare temi urgenti quali la limitazione della libertà, la disuguaglianza, il consumismo illimitato, la migrazione forzata dalla povertà, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse e la scarsa tutela dell’ambiente.

“Promuovere le iniziative nei quartieri cittadini è per noi molto importante” ha dichiarato Roberto Badaracco, municipale e capo Dicastero Cultura Sport ed Eventi della Città di Lugano, “perché favorisce lo sviluppo culturale, ma anche sociale ed economico, delle zone cosiddette periferiche. Per fare ciò, la Divisione cultura si impegna da sempre a collaborare con enti e associazioni che operano nel territorio per garantire un’offerta culturale diversificata e di qualità”.

L’operazione è promossa dal Circolo Pasquale Gilardi “Lelèn” e sostenuta dalla Divisione cultura della Città di Lugano con il contributo tecnico del MASI.