In occasione della sua ultima seduta la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale si è occupata dell’attuale situazione politico-finanziaria, cambiata in modo significativo a seguito della crisi legata al COVID-19. In questo contesto ha deliberato, nel quadro della procedura di corapporto, sul programma di legislatura come anche sui crediti d’impegno e sui limiti di spesa pluriennali proposti dal Consiglio federale per i settori della cooperazione internazionale e della cultura.

1. SITUAZIONE POLITICO-FINANZIARIA E CORAPPORTO SUL PROGRAMMA DI LEGISLATURA 2019-2023 (19.078)

La Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) ha iniziato la deliberazione su un suo corapporto alla Commissione dell’esame di legislatura (CPL-N). In questo contesto il Consigliere federale Ueli Maurer ha presentato il programma di legislatura 2019 – 2023 sotto il profilo finanziario. Su questo progetto la CdF-N ha ricevuto diverse proposte. All’interno della Commissione si è discusso intensamente della situazione politico-finanziaria del dopo crisi-coronavirus e della procedura da seguire per la stesura del corapporto. La Commissione ritiene che al momento non sia possibile redigere un corapporto in quanto, a causa della crisi in atto, la situazione politico-finanziaria è fluida. Attualmente non si conoscono infatti né l’entità delle spese straordinarie che le Camere decideranno o dovranno decidere nei prossimi mesi, né l’impatto del coronavirus sul gettito fiscale della Confederazione. Una prima valutazione della Confederazione e l’approccio che intende seguire – ad esempio per quanto concerne il freno all’indebitamento – sono pertanto importati per il trattamento delle proposte. La Commissione ha pertanto sospeso le deliberazioni e ha deciso all’unanimità di trasmettere una lettera al Consiglio federale in cui gli chiede una sua valutazione dell’attuale situazione finanziaria e indicazioni sulla via che intende seguire. Il capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha indicato alla Commissione che il Consiglio federale sta effettuando un primo bilancio della situazione. La CdF-N riprenderà il dossier in occasione di una sua prossima seduta. Il Consiglio degli Stati si occuperà del programma di legislatura durante la sessione estiva.

La CdF-N vuole poter condurre al più presto una discussione politico-finanziaria su basi solide. Entro la fine di agosto 2020 il Consiglio federale licenzierà il messaggio concernente il preventivo 2021 e il piano finanziario 2022-2024. A differenza degli anni precedenti, la CdF-N discuterà gli elementi principali del nuovo piano finanziario nel corso del mese di settembre 2020 senza dunque attendere che si riuniscano le sottocommissioni e senza aspettare la deliberazione di dettaglio del preventivo di ottobre 2020.  La deliberazione di dettaglio del piano finanziario è prevista nel novembre 2020.

2. CORAPPORTI RELATIVI AI DECRETI DI FINANZIAMENTO PERIODICI DI PORTATA RILEVANTE

Nel corso del primo anno di legislatura l’Assemblea federale si occupa dei decreti di finanziamento periodici di portata rilevante (cfr. art. 5 cpv. 5 dell’ordinanza sulle finanze della Confederazione; OFC, [RS 611.01]). Attraverso questi decreti vengono approvati i fondi per importanti compiti che la Confederazione svolgerà nel corso della nuova legislatura. A tal fine, il Consiglio federale sottopone al Parlamento corrispondenti crediti d’impegno e limiti di spesa. Se le Camere federali approvano i crediti d’impegno richiesti, il Consiglio federale e l’Amministrazione possono assumere gli impegni finanziari corrispondenti e, ad esempio, concludere contratti d’acquisto. Fissando un limite di spesa, l’Assemblea federale stabilisce l’importo massimo che destina a determinati compiti per un periodo pluriennale (art. 20 della legge sulle finanze; LFC, [RS 611.0]). Per la gestione delle finanze della Confederazione i decreti di finanziamento periodici sono d’importanza cruciale dato che determinano l’importo massimo delle spese che possono essere effettuate durante la legislatura. Non costituiscono, tuttavia, autorizzazioni di spesa. Le spese devono infatti sempre essere approvate nel quadro del preventivo. A seconda della situazione finanziaria il Consiglio federale e il Parlamento possono ridurre questi limiti di spesa nel quadro di programmi di risparmio o della procedura annuale di approvazione del preventivo. Durante la sua seduta odierna la Commissione delle finanze del Consiglio nazionale (CdF-N) si è occupata di due di questi progetti finanziari.

Per questi progetti la Commissione ha redatto un corapporto secondo l’articolo 50 capoverso 3 delle legge sul Parlamento, nel quale può sottoporre le sue proposte direttamente alla Camera.

PROMOZIONE DELLA CULTURA NEGLI ANNI 2021–2024 (20.030 N)

La Commissione si è occupata degli aspetti finanziari del progetto concernente la promozione della cultura negli anni 2021–2024. Questo progetto prevede risorse finanziarie pari a 934,5 milioni di franchi per attuare la politica culturale della Confederazione nel periodo citato. La maggioranza della Commissione propone alla competente Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura (CSEC) e al Consiglio nazionale di sostenere il progetto del Consiglio federale. In questo senso ha respinto due proposte che chiedevano di aumentare il limite di spesa per destinare fondi supplementari da un lato alle librerie, in quanto servizi di mediazione e promozione culturale (+1,5 mio. fr.), e dall’altro alla promozione dei soggiorni linguistici in Svizzera in ambito scolastico (+10 mio. fr.). La CdF-N ha inoltre respinto due proposte volte a ridurre le risorse finanziarie. La prima, respinta dalla maggioranza della Commissione con 14 voti contro 11, chiedeva di rinunciare a un aumento in termini reali rispetto al 2020 dei fondi stanziati. La seconda, respinta con 18 voti contro 7, prevedeva di imputare alle risorse finanziarie 2021–2024 un terzo dei contributi a fondo perso destinati alla cultura nel quadro della lotta contro gli effetti della pandemia di COVID-19.

STRATEGIA DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE (20.033 N)

In un corapporto alla Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) la CdF-N si è espressa sulla strategia di cooperazione internazionale 2021-2024. In questo contesto il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha presentato alla Commissione le proposte del Consiglio federale che comportano crediti per complessivamente 11 252 milioni di franchi. La CdF-N propone alla propria Camera e alla CPE-N di allinearsi al progetto del Consiglio federale, respingendo una proposta di aumento e due proposte di riduzione. Con 14 voti contro 11 ha respinto un aumento progressivo della quota di aiuto pubblico allo sviluppo (APS) a partire dal 2021. La proposta chiedeva di portare la quota di APS allo 0,7 per cento del reddito nazionale lordo (RNL) entro il 2024, con un aumento dei crediti a complessivamente 15 406 milioni di franchi. Questa proposta è stata motivata dal fatto che la Svizzera si sia ripetutamente impegnata a livello internazionale ad aumentare successivamente il proprio contributo alla cooperazione pubblica allo sviluppo e a portarlo a un livello paragonabile a quello di altri Paesi altamente industrializzati. Dall’altro lato, la Commissione ha respinto, con 18 voti contro 7, una proposta di ridurre la quota di APS allo 0,45 per cento del RNL a partire dal 2021, ciò che porterebbe i crediti a complessivamente 10 136 milioni di franchi. Sempre con 18 voti contro 7 la CdF-N ha respinto una proposta di dimezzare i crediti quadro – fatta eccezione per quelli destinati all’aiuto umanitario; approvare questa proposta avrebbe comportato una riduzione dei crediti a complessivamente 6698,5 milioni di franchi. Le proposte di tagli sono state motivate dal fatto che per l’anno in corso bisogna attendersi deficit elevati nelle casse della Confederazione a causa delle massicce maggiori uscite e minori entrate dovute alla crisi del coronavirus. Il denaro così risparmiato avrebbe dovuto essere destinato alla gestione della pandemia e delle crisi in Svizzera.

La Commissione ha inoltre respinto, con 18 voti contro 7, di inserire un nuovo articolo 2bis nel decreto federale concernente il finanziamento della cooperazione allo sviluppo e dell’aiuto umanitario nel periodo 2021–2024. La proposta chiedeva di compensare gli impegni assunti nell’ambito della partecipazione della Svizzera agli aumenti di capitale del Gruppo della Banca mondiale e della Banca africana di sviluppo nel credito quadro previsto per la cooperazione allo sviluppo. Tutte le proposte depositate saranno trasmesse al Consiglio nazionale come proposte di minoranza. Il Consiglio nazionale tratterà il progetto nel corso della sessione estiva.

3. OGGETTI CONCERNENTI LA VIGILANZA FINANZIARIA

Con 22 voti contro 2 la CdF-N propone alla propria Camera di respingere la mozione Ettlin Erich 19.4371 Abolire la verifica delle imprese semi-privatizzate della Confederazione da parte del Controllo federale delle finanze, che era stata approvata dalla Camera alta il 19 dicembre 2019. L’autore della mozione ha esposto alla Commissione le proprie argomentazioni. La Delegazione delle finanze (DelFin) aveva dal canto suo raccomandato alla Commissione, mediante comunicazione scritta, di respingere la mozione. Per la maggioranza della CdF-N è fondamentale che il Controllo federale delle finanze (CDF) possa effettuare controlli ovunque sia impiegato denaro dei contribuenti e siano effettuate spese pubbliche. Inoltre l’ambito dell’Alta vigilanza del Parlamento è associato all’ambito di vigilanza del CDF (cfr. art. 26 cpv. 2 LParl in combinato disposto con l’art. 8 LFC).

Il vicepresidente della DelFin ha presentato il rapporto d’attività 2019 della DelFinCambio formato, pubblicato il 14 maggio 2020 (cfr. comunicato stampa della DelFin). I temi discussi dalla Commissione in questo ambito sono stati in particolare le attività di controllo del CDF e il ruolo della DelFin in relazione alle proposte di credito del Consiglio federale per far fronte alla crisi legata al coronavirus nonché il margine di guadagno e l’ulteriore sviluppo della RUAG.

Presieduta dal suo vicepresidente, il consigliere nazionale Roland Fischer (PVL/LU), la Commissione si è riunita a Berna il 14 maggio 2020. A parte della seduta erano tra l’altro presenti il capo del DFF, il capo del DFAE, la direttrice della Direzione dello sviluppo e della cooperazione, la direttrice dell’Ufficio federale della cultura e il direttore del CDF.

Pubblicità