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Per risparmiare non servono licenziamenti ma una nuova strategia contabile. La SSR è troppo appiattita ai “diktat” di una “certa” politica. Il personale è in sofferenza e i programmi ne risentono.

Giovedì 30 settembre, la Commissione di consultazione (CC), eletta dall’assemblea del personale l‘8 settembre scorso, ha consegnato il proprio rapporto alla Direzione regionale RSI, un rapporto elaborato in una quindicina di giorni di intenso lavoro, di analisi di dati, di statistiche e di tabelle, ma anche di molti incontri con il personale. La CC si è confrontata con una ventina di collaboratori RSI che rivestono diversi profili in azienda, raccogliendo da loro impressioni, consigli, critiche, il tutto finalizzato a trovare delle alternative per evitare i 6 licenziamenti previsti dal Piano di risparmio BASA.

Contrariamente a quanto era successo nella precedente consultazione del 2018, l’attività della Commissione è stata favorita dalla buona collaborazione dimostrata dalla Direzione RSI.

In buona sostanza, il rapporto sollecita i vertici RSI e SSR a:

  • Attendere la chiusura del Piano Basa (fine 2022) prima di procedere a qualsiasi licenziamento, contando su eventuali nuove fluttuazioni naturali e eventuali nuovi incentivi alla partenza. Ma soprattutto attendere gli effetti della cosiddetta carriera ad arco, introdotta con il nuovo CCL (inizio 2022), che potrebbe liberare nuove risorse.
  • Ridurre il numero dei quadri.
  • Rivedere la politica delle spese forfettarie e del salario variabile dei quadri
  • Uscire dalla logica del blocco degli FTE (posti equivalenti a tempo pieno) e di entrare invece in una logica dei costi effettivi dei programmi e del personale.
  • Superare il criterio del budget annuale, che vincola l’azienda a spendere tutti i soldi senza poter fare degli accantonamenti, con il rischio di dovere spendere a fine anno, non sempre con criterio, la rimanenza dell’attribuzione finanziarie di settore per non perderlo nell’anno successivo.

La Commissione di consultazione (CC) del personale della RSI, ha redatto il rapporto relativo al piano di ristrutturazione BASA alla RSI.

Nelle analisi e nelle conclusioni del rapporto ci sono elementi che, se riformati su  basi di ottimizzazione delle risorse e di gestione moderna dell’azienda, potrebbero portare a risparmi importanti. Tuttavia, la competenza per i cambiamenti è prevalentemente a livello nazionale, di SSR, e non a livello di RSI e delle altre unità produttive regionali.

Attendere gli effetti della “carriera ad arco”

Comunque, per scongiurare i 6 licenziamenti ancora previsti alla RSI (erano 45, in seguito 34 che grazie a pensionamenti, prepensionamenti e incentivi alla partenza si sono ridotti a 6) la CC sollecita la RSI e la SSR ad attendere la chiusura del Piano Basa (fine 2022) prima di procedere a qualsiasi licenziamento, contando su eventuali nuove fluttuazioni naturali e eventuali nuovi incentivi alla partenza. Ma soprattutto prendersi il tempo di valutare gli effetti della cosiddetta carriera ad arco, introdotta nel nuovo CCL (inizio 2022), che potrebbe liberare nuove e importanti risorse.

Per quanto riguarda, invece, misure strutturali, che dovrebbero evitare, in futuro, di dovere tornare nuovamente a grattare il fondo del barile in cerca di possibili alternative ai licenziamenti, la CC invita i vertici RSI  e SSR a riflettere seriamente sui seguenti punti: 

Statuto dei quadri e rimborso forfettario delle spese.

L’area in cui c’è un notevole margine di miglioramento, in prospettiva, è lo status dei quadri aziendali e il loro rimborso spese. Ridurre il numero dei quadri aziendali, reintegrando alcuni di loro nel CCL o non sostituendo i quadri che lasciano l’azienda, tranne che per posizioni strategiche, così come abolire i rimborsi spese forfettari e sostituirli con rimborsi delle spese effettivamente sostenute, farebbe risparmiare diversi milioni di franchi all’anno.

Il budget prevede di spendere tutte le risorse economiche nell’anno in questione e non c’è possibilità di fare riserve e risparmi.

Nella gestione dei costi è stato possibile verificare che all’inizio e alla fine dell’anno, ci sono aumenti significativi delle spese, perché se ci sono soldi non spesi, alla fine dell’anno, per una distorsione del sistema di bilancio, che ricorda quello dell’esercito svizzero, devono essere spesi, anche per ordini di spesa superflui o addirittura inutili, perché altrimenti l’anno successivo non si può contare sullo stesso budget, si ricevono meno soldi. 

In questi tempi di tagli al personale e di riduzione dei costi, questa regola di bilancio non è più sostenibile.

Politica FTE (posti equivalenti a tempo pieno). 

Il congelamento delle FTE, che ormai ha solo un significato politico ma non è più uno strumento adeguato per contenere i costi e il personale, ha un effetto perverso che contribuisce all’aumento dei costi. La diffusione dei programmi non è più assicurata alla RSI senza il ricorso a società e personale esterni. Tuttavia, questi costi sono più elevati in relazione al personale impiegato e pagato dalla RSI. Aumentare le FTE al livello minimo per garantire la trasmissione comporterebbe di nuovo un risparmio significativo. 

Crediamo che, in particolare, questi tre ultimi aspetti: la gestione dei quadri, la questione FTE e il budget, dovrebbero essere oggetto di una presa di posizione nazionale del SSM e dovrebbero anche essere materia di discussione e negoziazione tra SSM e SSR al fine di trovare soluzioni praticabili. E’ urgente gettare le basi per una nuova cultura di gestione delle risorse in azienda.

Intervenire a livello nazionale affinché le nostre proposte, che immaginiamo saranno le stesse anche nelle altre regioni e sedi della SSR, possano essere discusse con la direzione della SSR e/o con il Consiglio di amministrazione.

La CC esprime i propri ringraziamenti al personale RSI che grazie alle suggestioni inviate tramite il sondaggio o direttamente alle colleghe e ai colleghi della CC, ha permesso di presentare alla direzione RSI un rapporto dettagliato con proposte di risparmio concrete.
Infine, va riconosciuta alla Direzione RSI una grande disponibilità a fornire alla Commissione tutta la documentazione richiesta e a permetterle di incontrare, senza filtri e veti,  tutti gli interlocutori contattati.