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I percorsi scolastici e professionali dalla scuola media in poi

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Sono pubblici i risultati dello studio, commissionato dal Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) al Centro innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE), che ha monitorato i percorsi formativi e professionali dei giovani dopo l’ottenimento della licenza di scuola media. Tra i risultati dello studio si può evidenziare che, a 22-23 anni, più del 50% dei giovani che erano iscritti in terza media nell’anno scolastico 2008/09 (prima coorte) detiene oggi un titolo di studio professionale a fronte del 30% con un attestato di maturità liceale e del 3% che risulta ancora iscritto alla Formazione professionale. Lo studio mostra anche come i ragazzi impiegano tempi mediamente più lunghi delle ragazze per acquisire l’attestato di maturità (il 58% completa il Liceo in 4 anni contro il 62% delle coetanee).

Questa ricerca ha preso in considerazione gli iscritti in terza media negli anni scolastici 2008/09, 2011/12 e 2014/15. I loro percorsi scolastici e professionali sono stati monitorati e analizzati fino all’estate 2017 con lo scopo di metterne in luce la linearità, le bocciature, le interruzioni, le uscite, i rientri e i trasferimenti da una formazione all’altra, come pure di porre in relazione tali dinamiche con variabili quali il sesso e le appartenenze nazionali e sociali. È infatti importante, per far sì che la scuola possa mantenere il passo sia con le esigenze di chi è in formazione che con le esigenze del mercato del lavoro e della società, conoscere e comprendere le dinamiche in atto per poterle sostenere e dove è necessario correggere. Queste informazioni diventano indispensabili per il DECS per sviluppare progetti di innovazione della scuola.

Lo studio ha indicato come tra il primo gruppo di studenti analizzato e i due successivi vi sia stata una diminuzione di iscritti alla Formazione professionale duale dopo la quarta media. I motivi risiedono essenzialmente nelle dinamiche del mercato del lavoro ticinese oltre che all’introduzione della normativa sui lavori pericolosi che limitava l’accesso a determinate professioni prima del compimento dei 15 anni. Globalmente si può comunque sostenere che i giovani hanno mantenuto interesse per la Formazione professionale duale: infatti parte dei giovani osservati giunge ad essa dopo essere transitata attraverso altri tipi di formazione.

Parallelamente si registra un aumento nella percentuale di allievi e in particolar modo delle allieve che si iscrivono al liceo o alla scuola cantonale di commercio.

Osservando i dati dal punto di vista della questione di genere si può affermare non solo che le ragazze scelgono in misura sempre maggiore il medio superiore ma anche che terminano più velocemente il percorso formativo rispetto ai propri coetanei. Nella Formazione professionale si riscontra invece, nonostante tutti gli sforzi profusi dal DECS per promuovere la parità di genere nelle scelte formative, ancora una certa segregazione dei sessi nei vari settori di tirocinio. Per questo il DECS intende continuare con la sua campagna affinché i giovani possano sentirsi liberi di orientarsi verso la professione da loro desiderata senza condizionamento di genere.

Se si osservano le preferenze scolastiche tra gli studenti stranieri e quelli svizzeri, si nota che queste tendono sempre più ad assomigliarsi. Anche tra gli allievi con un passato migratorio alle spalle aumenta la percentuale di coloro che si iscrivono al medio superiore. Tuttavia gli allievi stranieri di tutte e tre le annate prese in considerazione necessitano maggior tempo per portare a termine questo tipo di formazione. In ogni caso, a 8 anni di distanza dall’inizio della terza media, ben il 53% degli stranieri non italiani detiene comunque un attestato federale di capacità. Si osservano risultati analoghi per quanto concerne le estrazioni sociali.

Osservando la prima coorte, il 68% dei giovani che ha intrapreso un tirocinio lo ha portato a termine. Analogamente a quanto descritto per le scuole medie superiori, le ragazze e gli allievi di nazionalità svizzera raggiungono più facilmente la conclusione del loro percorso formativo. Quasi un quinto dei giovani della prima coorte che portano a termine un primo tirocinio ne ha intrapreso un secondo. Tra i giovani che hanno sciolto il primo tirocinio, quasi nove su dieci (87%) ne intraprendono un secondo. Il restante 13%, invece, non ne intraprende un secondo, almeno nell’arco di osservazione della ricerca.

 

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