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Il Consiglio federale non accetta che le guardie svizzere siano esentate dall’obbligo di pagare la tassa militare per la durata del loro servizio presso la Santa Sede. Lo ha deciso nella sua seduta del 12 maggio 2021.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-CN) ha approvato un progetto di legge che prevede di esentare le guardie svizzere dal pagamento della tassa d’esenzione dall’obbligo militare.

Il Consiglio federale riconosce che le guardie svizzere prestano un impiego particolare e prezioso per la reputazione della Svizzera all’estero. Respinge tuttavia l’introduzione di una disposizione derogatoria per le guardie svizzere perché all’estero queste ultime non prestano un servizio militare, bensì un servizio di polizia per uno Stato estero. Inoltre, le guardie svizzere non svolgono attività indispensabili a favore della popolazione svizzera, che giustificherebbero l’esenzione dalla tassa. Nelle precedenti revisioni della legge militare il Parlamento ha rinunciato a introdurre una siffatta disposizione derogatoria.

Con una deroga sancita a livello di legge per le guardie svizzere si violerebbe il divieto di discriminazione nei confronti di persone di altre confessioni, poiché possono diventare membri della Guardia Svizzera Pontificia soltanto i cittadini svizzeri di fede cattolica romana. Inoltre, tale deroga violerebbe il principio della parità di trattamento di tutti gli assoggettati alla tassa.

Con la sua decisione il Consiglio federale prende posizione in merito all’iniziativa parlamentare 19.429 «Esenzione dalla tassa militare per le guardie svizzere». Entrambe le Commissioni della politica di sicurezza hanno dato seguito all’iniziativa parlamentare. Il 22 febbraio 2021 la CPS-CN ha approvato il progetto di legge e il relativo rapporto.