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Raccomandazioni della CFM in materia di istruzione obbligatoria dei bambini e dei giovani rifugiati

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Circa il 40 dei rifugiati dall’Ucraina è costituito da bambini e giovani, il che crea grandi sfide per gli istituti preposti alla formazione, in particolare per le direzioni cantonali dell’educazione, per le autorità scolastiche dei Comuni e per i docenti. La CFM considera l’istruzione e l’assistenza sanitaria dei bambini e dei giovani rifugiati provenienti dall’Ucraina un compito particolarmente delicato che, in quanto tale, dovrebbe essere assunto congiuntamente da Confederazione, Cantoni e alte scuole pedagogiche ed essere finalizzato a tutelare il benessere dei minori in tutte le fasi di attuazione. Secondo la CFM, l’impegno della Confederazione volto a garantire una politica migratoria coerente dev’essere accompagnato da un aiuto finanziario. I servizi sociali e gli uffici della sanità sono chiamati dal canto loro a creare condizioni quadro favorevoli alla formazione, a fornire alloggi in cui i bambini possano sentirsi a proprio agio e apprendere serenamente e a offrire un supporto terapeutico di gruppo. Alle direzioni dell’educazione la CFM raccomanda di basarsi sulle strutture e le competenze esistenti per la scolarizzazione di bambini e giovani di lingua straniera e di allineare l’insegnamento ai piani di studio in vigore. I bambini dovrebbero essere integrati nelle classi regolari fin da subito o al più tardi dopo un anno e non frequentare lezioni organizzate nei centri di accoglienza. La CFM raccomanda inoltre di coinvolgere celermente e senza complicazioni gli specialisti didattici ucraini e i genitori dei minori rifugiati permettendo loro di offrire supporto nelle scuole.

Nel quadro dell’introduzione dello statuto di protezione «S», la CFM ha ribadito a più riprese che le regole associate a tale statuto devono essere concepite in modo tale da agevolare e sostenere le possibilità dei rifugiati ucraini di lavorare e accedere all’istruzione, di rientrare nel proprio Paese e di integrarsi in Svizzera [1]. Questa stessa raccomandazione vale anche per i bambini e i giovani fuggiti dalla guerra, la cui istruzione e assistenza sanitaria sono uno dei i compiti più delicati e urgenti dei Cantoni.

Responsabilità condivisa e cooperazione interistituzionale: la Confederazione, i dipartimenti cantonali, le alte scuole pedagogiche e i servizi specializzati in materia di integrazione hanno il dovere di agire.

La CFM ritiene quindi che:

  • nell’ottica di una politica migratoria coerente, la Confederazione abbia la responsabilità di sostenere finanziariamente i servizi destinati all’accoglienza nelle scuole dell’obbligo cantonali di bambini e giovani rifugiati provenienti dall’Ucraina;
  • le direzioni sociali e sanitarie abbiano il dovere di dare un contributo sostanziale alla definizione di buone condizioni quadro per la scolarizzazione dei bambini nei Cantoni fornendo alloggi adeguati e dotati di sale di ritiro e luoghi adatti all’apprendimento nonché offrendo tempestivamente servizi di psichiatria infantile, sia per la terapia individuale che di gruppo, indirizzati ai bambini vittime di particolare stress psicologico;
  • le alte scuole pedagogiche abbiano la responsabilità di mettere a disposizione dei docenti e dei direttori didattici un ampio sistema di supporto, comprensivo di un’offerta di consulenza a bassa soglia, supervisione, coaching e varie forme di formazione continua destinate sia al corpo insegnante che agli altri operatori scolastici;
  • al fine di creare strutture solide nelle scuole dell’obbligo, sia necessario coinvolgere nei processi decisionali i servizi cantonali specializzati in materia di integrazione.

Sviluppo delle strutture e delle competenze scolastiche

Le scuole svizzere dispongono già di molte conoscenze e competenze per quanto riguarda l’integrazione scolastica dei bambini di lingua straniera. I Cantoni possono e devono basarsi su tali esperienze. Tuttavia, visto il gran numero di bambini e giovani da integrare, occorre adottare ulteriori misure.

  • Integrazione immediata nelle classi regolari
    I bambini e giovani rifugiati nelle classi regolari andrebbero di preferenza integrati immediatamente nelle classi regolari piuttosto che inseriti in classi separate, a meno che i gruppi di rifugiati non siano particolarmente numerosi. L’insegnamento in classi separate dovrebbe in ogni caso durare al massimo qualche mese e non più di un anno. Per un sano sviluppo psicologico e cognitivo, è indispensabile che i bambini e i giovani possano partecipare quanto prima alla vita quotidiana, sia a scuola che nel Comune di residenza, e sentirsi parte della società.
  • Istruzione equivalente sotto tutti i punti di vista
    Oltre a poter beneficiare di corsi iniziali intensivi per imparare la lingua del luogo, i bambini e giovani rifugiati hanno lo stesso diritto degli scolari e studenti svizzeri di usufruire dei medesimi contenuti, approfondimenti e programmi di orientamento previsti dai piani di studio cantonali, indipendentemente dal fatto che ritornino nel loro Paese d’origine a breve o medio termine o che rimangano in Svizzera a più lungo termine. La stimolazione cognitiva, l’apprendimento sociale e l’accesso a strutture diurne stabilizzanti e a opportunità di studio aiutano i bambini in una prospettiva di lungo periodo permettendo loro di sviluppare il proprio potenziale e di raggiungere la maturità psicologica.
  • Cooperazione tra attori del settore della formazione e coinvolgimento dei genitori
    La cooperazione tra tutti gli attori del settore della formazione è altrettanto centrale per l’integrazione di grandi gruppi quanto lo è per i casi individuali complessi. Oltre a tale cooperazione, è necessario un supporto diretto in classe da parte di assistenti. In questo senso bisognerebbe coinvolgere tempestivamente e senza complicazioni genitori, insegnanti e specialisti accademici rifugiati, sia per offrire un ausilio agli insegnanti sia per aiutare i bambini e i genitori a orientarsi più in fretta nel nuovo ambiente.

Secondo la CFM, per tutelare illoro benessere, è essenziale permettere ai bambini e ai giovani rifugiati di partecipare quanto prima alle normali attività quotidiane nel contesto sociale che li circonda. L’obiettivo è che questi minori possano svilupparsi in modo sano dopo il loro arrivo nelle scuole dell’obbligo, progredire nell’apprendimento e acquisire le competenze di cui avranno bisogno per il resto della loro vita, sia che rimangano in Svizzera sia che ritornino nel loro luogo d’origine.

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