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Strade nazionali e ambiente: pubblicato il rapporto 2021 dell’USTRA

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Le tematiche ambientali rivestono grande importanza nel settore delle strade nazionali, dove l’Ufficio federale delle strade (USTRA) promuove un intenso programma di misure ecologiche nel corso delle varie attività costruttive, manutentive e operative. Il rapporto Strade nazionali e ambiente 2021, oltre a illustrare gli sforzi compiuti e i risultati finora conseguiti, evidenzia in quali ambiti l’Ufficio intende sfruttare nuove potenzialità.

Tra gli esempi significativi rientrano protezione fonica, tutela delle acque, promozione della biodiversità lungo le autostrade, riciclo, riduzione del consumo energetico.

Protezione fonica

Per arginare la rumorosità causata dal traffico veicolare, principale fonte di inquinamento acustico in Svizzera, l’USTRA ha finora investito circa 3,1 miliardi di franchi in varie tipologie di misure lungo la rete delle strade nazionali. Si tratta di barriere e dune antirumore, pavimentazioni fonoassorbenti e rivestimenti insonorizzanti per muri di sostegno e imbocchi di gallerie, coperture e semicoperture autostradali. Ad oggi il 93 per cento dei 2254 km su cui si estende la rete è strutturato in modo da tutelare adeguatamente la popolazione da disagi acustici eccessivi.

Per i prossimi dieci anni circa l’USTRA ha in programma ulteriori interventi di mitigazione sonora per quasi 800 milioni di franchi, di cui la maggior parte destinata alla realizzazione di barriere a pannello o a terrapieno; su altri 500 chilometri si procederà inoltre alla sostituzione del manto stradale.

Tutela delle acque e delle falde freatiche

Le acque reflue stradali presentano un’elevata concentrazione di residui da abrasione di freni, pneumatici e asfalto e contengono inoltre ghiaia, sabbia e rifiuti. Prima di essere immesse in corsi e specchi d’acqua naturali vengono pertanto filtrate e trattate. Ogniqualvolta sia possibile l’USTRA punta sul metodo di «smaltimento a bordo strada»: l’acqua defluisce nel terreno adiacente scorrendo sulle cosiddette «banchine», dove si ripulisce tramite processi di deperimento naturali.

Se la capacità di assorbimento del suolo o lo spazio a disposizione sono insufficienti, l’USTRA installa appositi impianti di trattamento (SABA) che, al pari dei processi di filtraggio e infiltrazione naturali nel terreno, ripuliscono le acque reflue prima che confluiscano in un corso o specchio d’acqua. Ciascun impianto è in grado di trattare le acque di scarico di circa 4 chilometri di autostrada; a differenza dei depuratori riesce a trattenere anche i metalli pesanti. I SABA sono importanti altresì in caso di incidenti stradali: in presenza di prodotti infiammabili o chimici sulla carreggiata, le acque inquinate sono raccolte in bacini di acqua piovana con scolmatore e in vasche di accumulo, da cui vengono correttamente smaltite prima di raggiungere gli impianti di filtraggio.

Promozione della biodiversità

Quando ben curate, le aree verdi e le scarpate lungo le strade nazionali sono habitat preziosi per animali e piante. L’impegno dell’USTRA si concentra in particolare su accorgimenti intesi a collegare e valorizzare gli ambienti naturali di rettili, anfibi, insetti, uccelli e mammiferi: la massima espressione di questo tipo di interventi sono i ponti faunistici che passano sopra le autostrade, ma anche varchi minori per rettili e anfibi hanno un ruolo altrettanto importante.

Strategia energetica 2050 della Confederazione

In tema di energia l’USTRA è attivo su più fronti. In primo luogo si impegna ad attuare soluzioni per ridurre al minimo il proprio consumo energetico, per esempio dotando le gallerie di sistemi di ventilazione specifici o di illuminazione LED, già installata in oltre la metà dei circa 280 tunnel totali da attrezzare entro il 2030.

In secondo luogo l’Ufficio si appresta a varare un piano che consenta a terzi di utilizzare fabbricati ed elementi infrastrutturali siti lungo le strade nazionali per la produzione di energia rinnovabile, come ad esempio le barriere antirumore.

Infine, sull’intera rete è in corso l’installazione, a cura di gestori privati, di stazioni di ricarica veloce per i veicoli elettrici. L’iniziativa, di portata cruciale per incentivare la mobilità elettrica, prevede entro il 2030 di equipaggiare ciascuna delle complessive cento aree di sosta con quattro punti fast charge. Al momento la copertura è a quota 20.

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