Ancora una volta il Ticino si trova ad essere terra da duplice record. Ai salari più bassi della Svizzera si associa il previsto aumento più alto dei premi per le casse malati per il 2021. 2,1%: quattro volte oltre l‘aumento medio svizzero del 0,5%. Di fronte a 11 miliardi di riserve nei forzieri strapieni delle casse malati – ben oltre il minimo richiesto dalla legge – questo aumento dei premi non può essere accettato.

Le riserve sono previste per rimediare a delle situazioni di crisi. Covid-19 ha creato in Ticino la crisi sanitaria e sociale più grave degli ultimi tempi. Cos’altro deve succedere affinché i cassieri malati alla Zio Paperone mettano mano alle loro riserve per evitare di chiedere premi ancora più alti agli assicurati? 

Gli aumenti dei premi delle casse malati richiedono pure un contributo sempre maggiore del Cantone e della Confederazione sotto forma di sussidi vari. Soldi pubblici che contribuiscono a pagare i salari stratosferici dei dirigenti delle casse malati ed i compensi altrettanto esorbitanti dei loro presidenti, spesso dei politici appartenenti alla lobby delle casse malati.

Nell‘immediato dobbiamo esigere la massima trasparenza sui flussi di denaro nella fitta giungla del sistema delle assicurazioni malattia. Fa bene il Consigliere di Stato De Rosa a chiedere tutte le cifre con le quali le casse malati vorrebbero giustificare gli aumenti dei premi. Non vengano poi i loro dirigenti a dirci che sia colpa del Coronavirus se vogliono aumentare i premi. I tanti morti da Covid-19 in Ticino – altro triste record – hanno fatto risparmiare alle casse malati nel nostro cantone 30 milioni, come stimato dall‘esperto Bruno Cereghetti.

L‘agire irresponsabile, vergognoso e privo della pur minima sensibilità sociale dei responsabili delle svariate casse malati, ci sprona a ritornare al più presto al rilancio del progetto per una cassa malati unica e pubblica con premi secondo il reddito e la sostanza.