Come ogni anno, ad inizio giugno, l’Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (OASI), in collaborazione con il Laboratorio cantonale, pubblica i risultati del monitoraggio della qualità igienica delle acque di balneazione (link: https://www.oasi.ti.ch/web/catasti/balneabilita.html).

Secondo le analisi 2019, la qualità delle acque del Lago Ceresio è eccellente. Tuttavia vale la pena ricordare che – come specificato anche dal Laboratorio cantonale (link: https://www4.ti.ch/dss/dsp/lc/settori-di-attivita/attivita-ispettive/stabilimenti-balneari/spiagge/) – la valutazione delle acque di balneazione viene effettuata in base ai risultati degli esami di routine dei parametri igienici Escherichia coli ed Enterococchi intestinali (vedi cap. 4.1 delle Raccomandazioni). In sintesi, la balneabilità ci indica unicamente che viene testata la presenza/assenza di batteri fecali nelle acque.

L’ecosistema Ceresio, però, è più complesso ed una valutazione del suo stato di salute e della qualità delle sue acque non può ridursi alla mera constatazione che, nel 2019, si sia (quasi) risolto il problema dello scarico delle acque luride nel lago. Lo stesso lago da cui, detto per inciso, si vorrebbe far dipendere l’approvvigionamento idrico della popolazione del Mendrisiotto con il famigerato progetto dell’Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM, link : http://www.age-sa.ch/acqua/arm).

Allo scopo di proporre una panoramica davvero a 360 gradi sulle reali condizioni dell’ecosistema del Lago Ceresio e considerato che:

– il 17 febbraio 2018, il deputato Tiziano Galeazzi (e cofirmatari) interrogava il Governo sul fenomeno “Microplastiche nei nostri laghi, c’è da preoccuparsi?” (n. 16.18), a cui questo lodevole Consiglio di Stato rispondeva il 10 aprile 2018;

– nel novembre del 2018 il Dipartimento del Territorio (DT) ha pubblicato lo “Studio sulla presenza di microplastiche nel Lago Ceresio (link negli Allegati), che ha confermato la presenza di un inquinamento da microplastiche (cfr. per esempio: https://www.swissinfo.ch/ita/agenti-inquinanti_microplastiche-anche-nel-ceresio/44673164).

– il 31 gennaio 2019, la deputata Claudia Crivelli Barella interrogava nuovamente l’Esecutivo sul tema “Micro e nanoplastiche nell’acqua del rubinetto?” (n. 11.19), a cui questo lodevole Consiglio di Stato rispondeva il 30 aprile di quest’anno definendo il tema “di stretta attualità e in continua evoluzione”; – lo scorso 25 maggio, il Comune di Porto Ceresio ha ospitato, nel quadro della manifestazione ribattezzata “I LAKE”, la presentazione ufficiale del dispositivo Seabin®, un brevetto australiano costituito da un cestino contenente una rete di fibra che trattiene liquami, olii, microplastiche, mozziconi di sigarette, polistirolo, strumenti di pesca e resti di cibo ed è utilizzato come borsa cattura rifiuti (sino ad un massimo di 20 kg per un totale stimato annuo equivalente a 90’000 sacchetti di plastica o 50’000 bottigliette in PET, come esposto nella scheda tecnica di presentazione allegata alla presente Interrogazione);

separando i quesiti per ambiti tematici, chiedo pertanto al Consiglio di Stato ticinese:

RIVE LAGO E CONDIZIONI DI BASE

  • Premesso che dai dati contenuti nella scheda di Piano Direttore Cantonale (PDC) P7 “Laghi e rive lacustri” si indica che la percentuale della riva artificiale del Ceresio è quasi il 70% (p. 3), quali esiti ha dato la campagna del DT volta ad incentivare – con un sussidio massimo pari al 50% del valore – l’acquisizione da parte degli enti locali di terreni a lago vincolati AP/EP nel quadro di un progetto di recupero ecologico e fruizione pubblica delle rive? Quanti Comuni ne hanno beneficiato? A quanto si attesta sinora la partecipazione cantonale per l’acquisto di questi sedimi?
  • Per quel che concerne l’evoluzione della temperatura del lago Ceresio, il DT monitora stagionalmente la situazione? Come si è modificato questo dato dal 2000 ad oggi?
  • Per quanto riguarda invece la misurazione del livello delle acque, come si è modificato il delta tra i periodi di siccità e le piene dal 2000 ad oggi (altezza minima/massima registrata)?

PLASTICHE E RIFIUTI

  • Qual è la percentuale di ritenzione e di separazione delle microplastiche dagli scarichi domestici di ognuno degli impianti di depurazione delle acque reflue (IDA) con captazione nel Ceresio e dotati di stadio biologico, decantazione secondaria e filtrazione finale (Bioggio, Barbengo e Rancate)?
  • Posto che secondo la scheda di PDC P7 “il riordino in strutture portuali è insufficiente” (p. 3), come valuta il DT la possibilità di dotare i porti presenti sul Lago Ceresio con dispositivi Seabin® o con strumenti simili, al fine di garantire “le esigenze di sicurezza e di tutela dell’ambiente e del paesaggio” (p. 4) e diminuire la quantità di rifiuti che galleggiano sulla superficie delle acque, soprattutto in prossimità dei porti?
  • Come intende procedere il DT per completare lo “Studio sulla presenza di microplastiche nel Lago Ceresio” con la raccolta e l’analisi dei dati relativi al materiale “sommerso” (sedimenti sul fondale e plastiche di dimensioni inferiori a 0.3 mm) che potrebbero presentare “un’accresciuta rilevanza eco-tossicologica, anche in ragione della possibile presenza di additivi oggi proibiti”?

FLORA E FAUNA

  • Quante specie animali sono attualmente censite nel Lago Ceresio? Quali e quante, invece, si sono estinte e non sono più presenti rispetto alla situazione di inizio anni 2000?
  • La scorsa estate hanno fatto la propria comparsa nelle acque del Ceresio alcuni esemplari di meduse d’acque dolce (link: https://www.rsi.ch/news/ticino-e-grigioni-e-insubria/Meduse-avvistate-nel-Ceresio-10778222.html). Quante e quali altre specie animali non autoctone si registrano oggi nel Lago Ceresio? Quale il loro impatto sull’ecosistema lacustre?

Il Lago Ceresio soffre di eutrofizzazione (eccesso di fosforo) che, oltre a causare alcuni effetti chimico fisici secondari, favorisce la fioritura improvvisa delle alghe, la cui proliferazione è da alcuni anni in costante espansione. Il DT compie dei regolari monitoraggi della flora lacustre e della sua espansione? Quali conseguenze comporta la proliferazione di alghe e mucillagini?

TRASPORTI

  • Quanti sono i natanti immatricolati presso la Sezione della circolazione e stazionati sul Lago Ceresio? Quanti di essi dispongono di motori alimentati da combustibili fossili? Quanti, invece, sono elettrici (se ve ne sono)? Il DT dispone di analoghi dati riferiti alla situazione nelle acque territoriali italiane? A quanto ammonta il numero complessivo di natanti attualmente in circolazione sul Lago Ceresio?
  • Il DT intende proporre di promuovere ed incentivare l’acquisto di barche elettriche o la sostituzione di quelle a combustibili fossili, così come, in altri settori, si fa per autoveicoli e biciclette elettriche?
  • In previsione dell’entrata in funzione dell’ARM – che porterà parallelamente ad una dismissione delle sorgenti e dei pozzi di captazione sino ad ora sfruttati dai Comuni del Mendrisiotto e che aumenterà vertiginosamente lo sfruttamento idrico del Ceresio – è stata vagliata la possibilità di proibire la navigazione con natanti dotati di motori alimentati da combustibili fossili (come si fa in altri Stati esteri per preservare i bacini di approvvigionamento idrico)?

Andrea Stephani (I Verdi)