Oggi presso il Tribunale penale federale di Bellinzona si è svolta, come da tradizione, la cerimonia annuale della Polizia cantonale. Presenti all’evento il Presidente del Gran Consiglio Claudio Franscella, il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e il Presidente del Tribunale penale federale Tito Ponti.

In questa cornice istituzionale si è avuto modo di salutare coloro che sull’arco di una vita dedicata alla polizia si apprestano a passare al beneficio della pensione, così come sono state poste in risalto le promozioni all’interno del Corpo e il superamento di corsi di formazione. È stata pure l’occasione per presentare i nuovi assunti, sia uniformati sia amministrativi. Durante gli interventi è stato sottolineato l’impegno profuso da tutti gli appartenenti al Corpo della Polizia cantonale, che si trova ad affrontare costantemente nuovi e impegnativi compiti a garanzia della salvaguardia della protezione di ogni cittadino. 

Nel suo intervento il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha ricordato come in Svizzera la Polizia, secondo un recente sondaggio, sia l’istituzione che gode della maggior credibilità tra tutte le istituzioni (davanti per esempio al Tribunale federale, alla Banca Nazionale, al Consiglio federale, ecc.). Un successo al quale partecipa fattivamente anche il Corpo della Polizia cantonale ticinese, se si considerano i successi ottenuti sul fronte della lotta e del contrasto della criminalità. Il Consigliere di Stato ha tracciato quindi un bilancio positivo per il 2019, ringraziando il Corpo e lanciando le sfide per il 2020.

Il Comandante Matteo Cocchi ha dal canto suo sottolineato che l’importante varietà degli interventi della Polizia cantonale richiede una sempre maggiore specializzazione delle molteplici capacità degli agenti, capacità che sono messe in campo quotidianamente sul terreno, in ambito di prevenzione e nella tutela della sicurezza pubblica. Una professionalità sempre accresciuta e migliorata, che negli anni ha portato la Polizia cantonale a essere un punto di riferimento dentro e fuori dai nostri confini.