In occasione dei colloqui von Wattenwyl del 15 novembre 2019 una delegazione del Consiglio federale, composta dal presidente della Confederazione Ueli Maurer, dal consigliere federale Guy Parmelin e dal cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr, ha incontrato i vertici dei partiti e dei gruppi parlamentari PLR, PPD, PS e UDC. Al centro dei colloqui la situazione congiunturale.

La delegazione del Consiglio federale e i partiti hanno discusso delle prospettive per i prossimi trimestri. Secondo i principali indicatori precursori nei prossimi mesi continuerà il rallentamento economico, indotto principalmente dall’industria manifatturiera, che risente di una domanda estera più debole. Benché negli ultimi trimestri le esportazioni svizzere di merci abbiano registrato un forte sviluppo, da un anno a questa parte si denota tuttavia un forte calo se non si considerano i prodotti farmaceutici. Il settore dei servizi dovrebbe invece sostenere lo sviluppo congiunturale. Gli indicatori più recenti non fanno pensare a una recessione con un forte calo del PIL o un forte aumento della disoccupazione.

È stato affrontato anche il tema degli adeguamenti delle norme internazionali in materia di imposizione delle imprese su cui attualmente discutono l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e il G20 al fine di tassare l’economia digitale. Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’importanza della questione e hanno ribadito la loro intenzione di seguire attentamente le possibili conseguenze per le finanze della Confederazione.

Nel corso dell’incontro si è discusso anche delle ripercussioni che avrà per la Svizzera l’uscita del Regno Unito dall’UE. Nell’ambito della strategia «Mind the gap» la Svizzera si è preparata in anticipo ai possibili scenari (uscita con o senza accordo) concludendo sette accordi bilaterali con il Regno Unito. Nella discussione è stata sottolineata la volatilità della situazione prima delle elezioni nel Regno Unito.

Era infine all’ordine del giorno anche il caso Pilatus. Visto il ruolo di primo piano dell’Arabia Saudita e degli Emirati Arabi Uniti nel conflitto nello Yemen, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è giunto alla conclusione che il supporto logistico fornito dalla Pilatus alle forze armate di questi due Paesi è incompatibile con gli obiettivi di politica estera della Confederazione. A giugno ha pertanto deciso di vietare queste attività. Un ricorso dalla Pilatus contro questa decisione è tuttora pendente dinnanzi al Tribunale amministrativo federale. In Parlamento sono stati presentati diversi interventi relativi alla legge federale sulle prestazioni di sicurezza private fornite all’estero. Il Consiglio federale si esprimerà in merito in vista della sessione invernale alle porte.