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Nel 2018 i costi esterni della mobilità in Svizzera – ossia i costi del suo impatto sull’ambiente e sulla salute che non sono a carico degli utenti – ammontavano a 13,7 miliardi di franchi. Rispetto al 2017, sono quindi aumentati di quasi il 2 per cento. I benefici esterni del traffico lento – ovvero i costi che il sistema sanitario e le aziende evitano grazie all’attività fisica associata agli spostamenti a piedi e in bicicletta – sono lievemente aumentati rispetto al 2017, attestandosi a 1,4 miliardi di franchi.

Come ogni anno, l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) pubblica i dati concernenti i costi e i benefici esterni della mobilità in Svizzera. Queste cifre includono tutti gli effetti che non si riflettono sul prezzo della mobilità – ossia quelli che non rientrano né tra i costi e i benefici degli utenti (benzina, biglietti per i trasporti pubblici, assicurazione, utilità di un tragitto ecc.) né tra quelli dei «produttori» di trasporto (infrastruttura, manutenzione della rete, benefici delle aziende ecc.). I costi esterni sono, ad esempio, i costi sanitari causati dall’inquinamento atmosferico e dal rumore o i danni ambientali causati dai cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità o dal deturpamento del paesaggio. Il fatto che gli utenti non tengano conto di questi effetti comporta una mobilità eccessivamente elevata per la società. Sono considerati benefici esterni, i costi sanitari a carico della collettività e le perdite di produzione per le aziende che possono essere evitati grazie all’attività fisica associata al traffico lento. Nel caso degli spostamenti a piedi questi benefici esterni superano i costi esterni (principalmente legati agli incidenti). Di conseguenza, il traffico lento andrebbe ulteriormente incoraggiato. 
 
I costi esterni dei trasporti sono quindi aumentati di quasi 250 milioni di franchi tra il 2017 e il 2018. Ciò si spiega in particolare con l’incremento del traffico. Basti pensare all’aereo, ossia la modalità di trasporto che ha registrato il maggior aumento di chilometri percorsi tra il 2017 e il 2018 (+8,3% per il trasporto di persone), e anche il maggior aumento dei costi (+5,7%).
  
Il trasporto individuale motorizzato su strada rimane il principale generatore di costi esterni, con 9,7 miliardi di franchi. Seguono il trasporto aereo con 1,5 miliardi di franchi e il trasporto ferroviario con 1,1 miliardi. I trasporti pubblici su strada e la navigazione comportano costi esterni nettamente inferiori, con rispettivamente 283 e 95 milioni di franchi.

Va rilevato che il trasporto individuale motorizzato è la principale fonte di costi esterni poiché è anche la modalità di gran lunga più utilizzata, sia per il trasporto di persone (100 miliardi di persone-chilometri percorsi, ossia quasi il doppio del trasporto aereo e 5 volte il trasporto ferroviario) sia per il trasporto di merci (17,5 miliardi di tonnellate-chilometri percorsi, ossia 13 volte il trasporto aereo e 1,75 volte il trasporto ferroviario).

Nel 2018 il traffico lento ha generato benefici esterni pari a 1,4 miliardi di franchi, a fronte di costi esterni pari a 1,1 miliardi di franchi. Il suo saldo esterno è quindi positivo, grazie agli spostamenti a piedi, che generano 911,6 milioni di franchi di benefici esterni, contro 427,5 milioni di franchi di costi esterni.  

Per quanto riguarda i costi, il primato delle tre maggiori fonti – inquinamento atmosferico, rumore e costi climatici – si consolida. I costi esterni totali in questi tre ambiti sono aumentati rispettivamente del 2,6, 2,5 e 3,4 per cento tra il 2017 e il 2018.

Gli strumenti per internalizzare i costi esterni

Per incoraggiare scelte di mobilità che vadano a vantaggio della collettività e per raggiungere una maggiore efficienza del sistema di trasporto, l’utente finale dovrebbe pagare tutti i costi che genera, secondo il principio «chi inquina paga» (disciplinato dall’art. 74 della Costituzione federale). Nel settore dei trasporti, la Svizzera dispone già di alcuni strumenti di economia di mercato che permettono di internalizzare una parte dei costi esterni. Tra questi strumenti figurano la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), l’obbligo per gli importatori di combustibili fossili di compensare le emissioni di CO2 e la tassa di atterraggio commisurata al rumore che viene riscossa negli aeroporti. Nella misura in cui sono pagate dai consumatori finali, queste somme versate a titolo di compensazione sono detratte dal totale dei costi esterni di trasporto calcolati dall’ARE.