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Collaborazione rafforzata e concorrenza leale nel trasporto stradale transfrontaliero

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Nel trasporto stradale transfrontaliero il Consiglio federale intende garantire la concorrenza leale tra le imprese e rafforzare la collaborazione con gli Stati UE. A tale scopo, durante la sua seduta del 23 febbraio 2022 ha avviato la consultazione per una serie di modifiche di legge. Tra le misure previste, l’introduzione di un obbligo di licenza per le imprese che per il trasporto professionale di merci transfrontaliero impiegano autofurgoni. Inoltre si prospettano provvedimenti volti a un miglior controllo delle società bucalettere e alla garanzia di assistenza amministrativa negli accertamenti del rispetto delle condizioni di lavoro.

Con l’adozione del primo «pacchetto sulla mobilità» l’UE ha definito nuove prescrizioni per il trasporto stradale di viaggiatori e merci transfrontaliero, mirando a renderlo più equo ed ecologico. Condividendo tali obiettivi, il Consiglio federale ha deciso di allineare il diritto svizzero a quello dell’UE, come previsto nell’Accordo sui trasporti terrestri concluso con quest’ultima, e di avviare una consultazione per la relativa revisione di legge. 

Nel traffico stradale transfrontaliero in futuro vi sarà l’obbligo di autorizzazione (licenza) anche per autofurgoni impiegati per il trasporto professionale di merci con peso totale superiore a 2,5 tonnellate. Finora invece le imprese necessitavano della licenza solo per veicoli di oltre 3,5 tonnellate. In tal modo si sono create pari condizioni di accesso alla professione tra trasportatori con autofurgoni e quelli con autocarri. Le nuove imprese che rientrano nella norma sono esclusivamente quelle che non impiegano già oggi veicoli di oltre 3,5 tonnellate nel trasporto professionale nazionale o internazionale. Continuano invece a esserne esclusi i trasporti non professionali di materiale e attrezzatura di artigiani.

Alcuni adeguamenti mirano anche a evitare che in un Paese imprese di trasporto estere aprano ditte di comodo («società bucalettere»), allo scopo di aggirare il divieto di cabotaggio o di approfittare di standard sociali inferiori per gli autisti. Per garantire il flusso di informazioni tra le autorità di controllo degli Stati membri dell’UE e della Svizzera occorre inoltre adeguare la legge federale sull’accesso alle professioni di trasportatore su strada. 

Il Consiglio federale propone altresì un adeguamento della legge svizzera sui lavoratori distaccati, al fine di creare una base per lo scambio di informazioni e l’assistenza amministrativa da parte delle autorità svizzere. Quest’ultima va garantita nel caso in cui ne abbiano bisogno le autorità di uno Stato UE che intendano controllare che un’impresa con sede in Svizzera rispetti le condizioni di lavoro minime sul loro territorio. Nel quadro del distacco di un lavoratore dalla Svizzera in uno Stato UE devono essere rispettate le condizioni minime del Paese ospite.

La consultazione in merito a tali adeguamenti di legge dura fino al 31 maggio 2022.

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