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Ai tradizionali colloqui annuali von-Wattenwyl, che hanno avuto luogo a porte chiuse venerdì 30 agosto, il Governo federale in corpore, diretto dal presidente della Confederazione Ueli Maurer, ha incontrato i vertici dei partiti di Governo. I temi principali affrontati sono stati il programma di legislatura per gli anni 2019-2023, nonché le ripercussioni delle cosiddette Soft Law.

I consiglieri federali hanno presentato il programma di legislatura 2019-2023. Il relativo messaggio, che il Consiglio federale adotterà presumibilmente a fine gennaio 2020, è incentrato sugli obiettivi strategici del Governo federale per i prossimi anni. Esso si riaggancia a tre importanti priorità della legislatura corrente: il benessere, la coesione e la sicurezza. Anche i temi della digitalizzazione e della protezione del clima godranno in futuro di maggior peso rispetto ad oggi.

Dai tre indirizzi politici sono stati dedotti 18 obiettivi di legislatura. A ognuno di questi ultimi sono stati attribuiti gli atti normativi previsti dall’Assemblea federale e le misure necessarie. Attualmente tali misure sono definite in seno all’Amministrazione federale e presso i Cantoni. Con i partiti sono state discusse in particolare le conseguenze degli interessi negativi per diversi ambiti della politica, come per la politica monetaria e le assicurazioni sociali. Inoltre è stata sottolineata l’importanza della digitalizzazione in tutti i settori.

Scambio di opinioni in materia di Soft Law

Venerdì si è pure discusso delle relazioni fra il Consiglio federale e il Parlamento con particolare attenzione alle Soft Law. Il concetto di «Soft Law» comprende una moltitudine di strumenti internazionali diversi. La loro caratteristica comune è data dal fatto che non sono vincolanti giuridicamente («soft»), ma prescrivono un determinato comportamento («law»). Negli ultimi anni le Soft Law hanno assunto un’importanza sempre maggiore quale strumento per definire le relazioni internazionali.

La Svizzera potrà cogliere molte opportunità e nel contempo anche molte sfide, soprattutto per quanto riguarda la collaborazione del Parlamento in politica estera. Mentre il Consiglio federale assumerà la direzione operativa della politica estera, il Parlamento contribuirà alla formazione della volontà in questioni fondamentali di politica estera e ai fini di importanti decisioni. Il Consiglio federale ha illustrato le misure che intende proporre per garantire uno scambio più regolare fra i due poteri in materia di Soft Law (in adempimento del postulato 18.4104). I vertici dei partiti governativi hanno sottolineato che ritengono essenziale il coinvolgimento del Parlamento.

Dossier Europa e accordo di libero scambio

Il consigliere federale Cassis ha informato inoltre sullo stato del dossier Europa. Nella seduta del 7 giugno il Consiglio federale aveva deciso di elaborare, in stretta collaborazione con i Cantoni e le parti sociali, soluzioni ampiamente condivise relative a tre punti in sospeso nell’ambito di un processo politico interno che è stato avviato. Il Consiglio federale ribadisce la sua intenzione di concludere un accordo istituzionale con l’UE soltanto se sul tavolo vi saranno soluzioni soddisfacenti. Il Consiglio federale e i partiti hanno discusso venerdì lo stato della discussione in Svizzera con particolare attenzione ai punti che dovevano essere precisati con le parti sociali e i Cantoni. Infine il capo del DFAE ha spiegato brevemente le disposizioni della legge federale sulle prestazioni private in materia di sicurezza fornite all’estero e ha informato sullo stato della procedura amministrativa in corso.

Il Consigliere federale Guy Parmelin ha illustrato i negoziati relativi a un accordo di libero scambio conclusi la settimana scorsa con gli Stati del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay) nell’ambito dell’AELS. Egli ha sottolineato che un eventuale accordo prevede un capitolo ambizioso sul commercio e sullo sviluppo sostenibile che integra pienamente le esigenze sociali e ambientali nelle attività economiche. Inoltre questo accordo permetterà di evitare che la Svizzera sia svantaggiata rispetto all’UE, che ha recentemente concluso i negoziati con gli Stati del Mercosur. Al momento si stanno ancora esaminando i relativi testi. Il capo del DEFR ha altresì menzionato i colloqui esplorativi con gli Stati Uniti. Una volta terminati questi colloqui esplorativi, si potrà sapere se entrerà in considerazione un accordo vantaggioso per entrambe le Parti.