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Il Consiglio di Stato ha preso atto delle misure poste in consultazione dal Consiglio federale per fronteggiare la diffusione del coronavirus in Svizzera. Pur condividendo gli obiettivi perseguiti dal Consiglio federale – ossia la riduzione di contagi, ospedalizzazioni e decessi –, il Governo ticinese ritiene problematica la metodologia adottata e auspica che la Confederazione, in caso di un effettivo inasprimento delle disposizioni, garantisca un ulteriore e concreto sostegno finanziario ai settori coinvolti.

Il Consiglio di Stato ha presentato lunedì le disposizioni cantonali entrate in vigore oggi: si tratta di misure ritenute adeguate all’attuale situazione in Ticino, parzialmente riprese anche nel progetto posto in consultazione dal Consiglio federale (come, ad esempio, limitazione dei partecipanti per le manifestazioni private e la limitazione dell’orario per gli esercizi pubblici). La proposta dell’autorità federale, tuttavia, introdurrebbe restrizioni più severe rispetto alla situazione attuale in Ticino anche per altri settori (per esempio negozi e attività culturali).

Il Governo ticinese ha preso posizione puntualmente sui dettagli di questa proposta, ma tiene a ricordare che aveva già risposto in maniera pronta alla richiesta formulata negli scorsi giorni dal Consiglio federale di introdurre nuove misure. Il Consiglio di Stato intende sottolineare che ritiene problematica la metodologia adottata dal Consiglio federale, nella convinzione che cambiamenti normativi troppo frequenti e a diversi livelli istituzionali finiscano per generare insicurezza fra la popolazione e gli operatori economici.

Nella propria presa di posizione il Governo ticinese ha in particolare segnalato:

  • Bar e ristoranti: propone di mantenere gli orari di apertura dei bar fino alle 19.00 e dei ristoranti fino alle 22.00, di uniformare la chiusura dei commerci dediti alla vendita di cibo d’asporto alle 22.00 (e non alle 23.00), di mantenere l’orario di chiusura alle 22.00 anche per il 24 dicembre 2020 (e non alla 01.00) e di cosentire l’apertura dei ristoranti anche i giorni di Natale e Capodanno.
  • Cene e feste private: saluta positivamente la limitazione a 5 persone (come già in vigore in Ticino) e l’apertura a 10 persone dal 24 al 26 ed il 31 dicembre, chiedendo di aggiungervi anche il 1° gennaio. Invita inoltre a rinunciare alla limitazione aggiuntiva a due economie domestiche in favore di una raccomandazione, come attualmente e come in vigore anche nel settore della ristorazione.
  • Aperture domenicali dei negozi prima di Natale: il Governo invita a mantenere le aperture domenicali fino a Natale come strumento per diluire su più giorni l’afflusso di persone, mentre accetta la chiusura di domenica 27 dicembre.

A mente del Governo, se la Confederazione dovesse decretare le misure più restrittive poste in consultazione dovrà anche garantire un adeguato e concreto sostegno finanziario ai settori colpiti. A questo proposito il Governo ticinese saluta positivamente l’intenzione annunciata dal Consiglio federale di introdurre nuove forme di sostegno, che però andranno concretizzate a breve per evitare conseguenze pesanti per gli operatori economici.

Al di là delle nuove misure poste in consultazione, il Consiglio di Stato segnala la crescente preoccupazione per gli affollamenti che si registrano quotidianamente sui mezzi di trasporto pubblico, in particolare treni pendolari. Il Governo ticinese coglie quindi l’occasione per invitare il Consiglio federale ad attivarsi da subito anche in questo ambito di competenza federale con misure efficaci e uniformi in tutta la Svizzera.

Si ricorda infine che la decisione del Consiglio federale sul pacchetto di misure poste in consultazione oggi è attesa per venerdì 11 dicembre.

Repubblica e Cantone Ticino