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Messaggio governativo sull’introduzione del corso di storia delle religioni alla scuola media

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Nella sua seduta odierna il Consiglio di Stato ha licenziato il messaggio che propone una modifica dell’art. 23 della Legge della scuola del 1° febbraio 1990 (Lsc) allo scopo di introdurre in IV media, a partire dall’anno scolastico 2019/2020, un corso obbligatorio di storia delle religioni in luogo dell’istruzione religiosa facoltativa.

La proposta governativa è stata resa possibile grazie all’accordo raggiunto nel mese di novembre 2017 tra il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS), così autorizzato dal Consiglio di Stato, e le chiese riconosciute. Questo accordo, a lungo auspicato dal Governo e frutto della maturazione del consenso delle chiese attorno a una soluzione condivisa e concordata, ha permesso di superare una situazione di stallo che si trascinava da qualche anno.

La presente proposta, sorretta da un largo consenso tra gli enti direttamente interessati, risulta a parere del Consiglio di Stato equilibrata e adeguata a tener conto delle mutazioni sociali della società ticinese. L’implementazione dell’accordo trovato implica la modifica del titolo del Capitolo VI della Lsc da “Insegnamento religioso” a “Insegnamento religioso e sulle religioni”, nonché una riformulazione dell’art. 23 in 5 capoversi.

Il cpv. 1 di questa norma, che tratterà anche in futuro dell’insegnamento religioso, contiene l’elemento centrale dell’accordo, ovvero la rinuncia all’insegnamento religioso confessionale in IV media.

Il nuovo cpv. 2 tratterà invece della nuova disciplina, denominata “storia delle religioni”, la quale viene definita come obbligatoria, quindi insegnata a tutti gli allievi indistintamente, e come ordinaria, quindi gestita e organizzata come tutte le altre discipline obbligatorie della scuola media. Il suo insegnamento è previsto in IV media.

Il nuovo cpv. 3 riprende in sostanza l’attuale cpv. 2 e tratterà dell’iscrizione facoltativa all’insegnamento religioso confessionale, le cui modalità non cambiano.

Il nuovo cpv. 4 raduna gli attuali cpv. 3, 4 e 5 in una sola disposizione e tratterà le principali questioni di natura organizzativa inerenti all’insegnamento religioso confessionale.

Infine, il nuovo cpv. 5 riprende in sostanza l’attuale cpv. 6 in materia di convenzioni tra il Consiglio di Stato e le autorità ecclesiastiche.

La modifica legislativa proposta ha un maggior costo preventivabile in fr. 430’000.- annui.

Per le 147 sezioni di IV media, infatti, si passerà dalla necessità di coprire 61 ore-lezione settimanali facoltative a dover erogare 147 ore-lezione settimanali obbligatorie. L’accordo trovato tra il DECS e le chiese riconosciute prevede il principio secondo cui potranno accedere ai concorsi per l’insegnamento di storia delle religioni tutti i docenti in possesso dei titoli e dei requisiti rilevanti necessari all’insegnamento di questa specifica disciplina a livello di scuola media, senza esclusione di principio dei laureati in teologia, scienze religiose, scienze della religione ed eventualmente altre scienze umane.

L’obbligatorietà del corso di storia delle religioni implica imprescindibilmente che i requisiti rilevanti per l’insegnamento di questa disciplina tengano debitamente conto della necessità di garantire la neutralità dell’insegnamento, assicurando in particolare che il corso sia effettivamente non confessionale, ossia esente da qualsiasi “filtro interpretativo confessionale” o prospettiva interna a una confessione religiosa particolare.

A stabilire nel dettaglio i titoli e i requisiti rilevanti necessari all’insegnamento di storia delle religioni a livello di scuola media sarà un gruppo di lavoro apposito, composto da esperti e aperto anche a rappresentanti delle chiese.

 

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