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Come previsto … si rallenta

Come già successo diverse volte negli ultimi anni, e nonostante il 2018 sia stato archiviato come un anno positivo, la tanto attesa ripresa economica si è interrotta nuovamente sul nascere. Ad inizio 2018, tra altri indicatori positivi, si era osservata un’accelerazione del tasso di crescita del PIL, accelerazione che ha poi perso d’intensità già nella seconda metà dell’anno e i primi risultati del 2019 confermano questa tendenza.  Il rallentamento economico a livello nazionale e cantonale è riconducibile principalmente alla perdita di dinamicità del contesto internazionale. In questo dormiveglia generale quasi sorprende osservare la leggera ripresa dei consumi interni.
Nel primo trimestre sono arrivati segnali negativi dall’industria d’esportazione, anche se, a livello cantonale, l’andamento rimane comunque al di sopra della media di corto periodo. Relativamente meno negativi i segnali in arrivo dal fronte interno: torna di segno positivo il tasso di crescita delle nuove immatricolazioni e l’indice di fiducia dei consumatori è ancora stabile seppur in zona negativa. Iniziano a preoccupare i dati del settore delle costruzioni, con la diminuzione delle transazioni immobiliari e delle domande di costruzione. Questi cambi di ritmo si riflettono anche sul mercato del lavoro, soprattutto in Ticino, dove il tasso di crescita degli impieghi è minimo, il numero di persone occupate è in diminuzione e il tasso di disoccupazione ILO è nuovamente in crescita.
Nonostante il rallentamento in atto, le previsioni degli imprenditori per i prossimi mesi rimangono sostanzialmente positive. Un quadro relativamente meno favorevole emerge invece dall’inchiesta sulla fiducia dei consumatori, che rileva delle aspettative ancora negative rispetto all’evoluzione economica.