Negli scorsi giorni, nell’ambito di discussioni tecniche con le Ferrovie federali svizzere (FFS), il Dipartimento del territorio (DT) ha appreso con rammarico che l’introduzione completa del nuovo orario a seguito dell’apertura della galleria di base del Monte Ceneri, inizialmente prevista per il 13 dicembre 2020, slitterà al 5 aprile 2021. Dal 13 dicembre 2020 il nuovo collegamento sarà disponibile solo per una piccola parte dei convogli ferroviari.

Il DT esprime la propria delusione, sia per essere stato escluso dalle FFS in sede di processo decisionale, sia perché gli sforzi, anche finanziari, profusi dall’ente pubblico – Parlamento, Consiglio di Stato, Comuni e Commissioni regionali dei trasporti- volti a rispettare i tempi annunciati, sono stati notevoli.  

L’apertura della galleria di base del Monte Ceneri – com’è stato riferito anche in sede di approvazione da parte del Gran Consiglio (il 26 maggio 2020) del credito da 461,4 milioni di franchi concernente l’offerta di trasporto pubblico 2020-2023 e di approvazione della nuova offerta – rappresenta per la Città Ticino un cambiamento epocale. È comprensibile che l’emergenza sanitaria con conseguente lockdown abbia potuto causare dei ritardi sui tempi di consegna dell’opera e di conseguente messa in esercizio della stessa. Tuttavia, nell’ambito di un progetto di tale portata ci si sarebbe aspettati la messa in conto di un certo margine di sicurezza, tanto più che AlpTransit San Gottardo SA (ATG) consegnerà l’opera a FFS, come da programma, il 4 settembre 2020, mentre che il ritardo è causato da opere infrastrutturali minori e da altre mancanze riconducibili a FFS, da cui ci si sarebbe potuto attendere una programmazione più tempestiva. Per il DT lo slittamento ad aprile 2021 dell’introduzione dell’orario definitivo a seguito dell’apertura della galleria di base del Monte Ceneri è pertanto difficilmente giustificabile, così come la modalità di approccio in termini di comunicazione verso l’ente pubblico, posto di fronte ai fatti compiuti, è insoddisfacente.  

Si rammenta, infine, che con l’approvazione dell’offerta di trasporto pubblico 2020-2023, tutte le aziende di trasporto pubblico in Ticino, i Comuni e le Commissioni regionali dei trasporti si sono attivati ai fini di una quasi completa riorganizzazione, operando importanti investimenti volti, per esempio, all’assunzione e alla formazione di nuovo personale, nonché all’acquisto di nuovi mezzi. Ne deriva pertanto un danno economico nell’ordine di milioni di franchi che sarà oggetto di future discussioni.