La Commissione ha esaminato le divergenze relative al progetto LAMal. Autorizzazione dei fornitori di prestazioni (18.047). Allineandosi al Consiglio nazionale propone che i Cantoni devono – e non solo possono – limitare a un numero massimo i medici che forniscono prestazioni in uno o più campi di specializzazione medica o in determinate regioni (art. 55a cpv. 1; senza voti contrari). Respinge invece il blocco obbligatorio delle autorizzazioni in caso di aumento dei costi superiore alla media in un campo di specializzazione medica poiché lo ritiene troppo restrittivo e in determinati casi addirittura controproducente (art. 55a cpv. 6; 10 voti contro 0 e 2 astensioni). Sempre contrariamente al Consiglio nazionale, non vuole conferire agli assicuratori il diritto di impugnare gli atti normativi cantonali sulla limitazione delle autorizzazioni a esercitare (art. 55a cpv. 7; 9 voti contro 1 e 2 astensioni).

Per quanto concerne la vigilanza sui fornitori di prestazioni ribadisce all’unanimità che le autorità cantonali devono poter sanzionare anche il mancato adempimento degli oneri in materia di qualità (art. 36a cpv. 3 e art. 38 cpv. 2). Nel contempo, con una nuova proposta vuole anche garantire che le autorità di vigilanza e i tribunali arbitrali siano debitamente coordinati (art. 40e cpv. 3 e art. 59 cpv. 5). Sempre all’unanimità la Commissione ha deciso che il progetto relativo all’autorizzazione dei fornitori di prestazioni non deve essere direttamente vincolato a un finanziamento unitario del settore ambulatoriale e stazionario (Iv. Pa. 09.528 n). Ha infatti evidenziato che la ricerca di un compromesso su un finanziamento unitario richiede tempo, mentre occorre emanare a breve le nuove norme sull’autorizzazione. Il Consiglio degli Stati dibatterà delle divergenze nella prima settimana della sessione invernale.