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A giudicare dalla diffusione internazionale del virus (emergenza sanitaria internazionale classificata dall’OMS come epidemia con focolai multipli), la domanda da porci in Ticino non sarà più se arriverà, ma quando arriverà.

Ci auguriamo che ciò non accada ma le speranze si assottigliano sempre più; forse, quando il Governo risponderà a questa interpellanza bis, la situazione sarà già evoluta.

Le rassicurazioni ufficiali espresse in questi giorni dal medico cantonale, Dott. Merlani, non soddisfano per nulla parte della popolazione, me compreso. Ci si chiede che tipo di misure concrete il Ticino stia pianificando, oltre a diffondere rassicurazioni difficilmente credibili, poiché non supportate dall’evidenza degli ultimi sviluppi.

E’ giusto adoprarsi per evitare inutili allarmismi e panico collettivo ma lo è anche informare pubblicamente i cittadini sulle disposizioni e misure che verranno adottate quando arriverà il “COVID-19” nel nostro “orticello ticinese” ovattato e per ora incontaminato, come sembra la pensino gli “scienziati” a Berna.

In aggiunta alla mia interpellanza di venerdi 21 febbraio 2020, in considerazione di quanto sta accadendo fuori dai nostri confini nazionali (in Italia, con 10 interi Comuni lombardi posti in quarantena), chiedo in aggiunta  al Governo:

Economia:

  1. Il Governo ha interpellato tutte le categorie economiche per valutare il rischio di chiusura momentanea di aziende, fabbriche, uffici, commerci e servizi? Quantificando i danni?
  2. Si è valutato di implementare misure di telelavoro, per evitare di recarsi sul posto d’impiego in caso di chiusa delle attività economiche?
  3. Se dovessero rallentare le attività economiche sul nostro territorio (chiusure parziali delle aziende), è già stato fatto uno studio sull’impatto economico-finanziario complessivo, anche sul PIL cantonale?
  4. In caso di limitazione forzata (chiusura totale o parziale) delle attività produttive e commerciali (bar, ristoranti, negozi), si è pensato a misure di compensazione economico-finanziaria (ad es. sospensione o dilazione degli impegni fiscali)?
  5. Quali misure sono state pianificate per la continuità dei servizi delle amministrazioni pubbliche cantonali e comunali, in caso si necessiti di isolare alcuni Comuni ticinesi o Uffici pubblici cantonali (messa in quarantena)?
  6. Si è pensato a quali misure di sostentamento organizzare per far fronte a eventuali situazioni in cui la popolazione fosse messa in quarantena nelle proprie abitazioni (cibo, acqua e generi di prima necessità, servizi in generale)?

Sanità e socialità:

  • Quali altre misure sanitarie e sociali verranno prese in caso d’isolamento di alcuni Comuni sul nostro territorio?
  • Abbiamo strutture sanitarie pronte ad intervenire e ad accogliere eventuali pazienti positivi al virus, al di fuori degli ospedali?
  • Abbiamo materiale sanitario a sufficienza (mascherine con filtro, tute protettive e altri materiali) per i pazienti contagiati e gli operatori sanitari in campo?
  • Ai medici operanti in Ticino e all’Ordine dei medici sono già state date disposizioni particolari per controllare (tamponi rilevatori del virus) i pazienti al loro domicilio, tenendoli così lontani da studi medici e ospedali affollati?
  • Ospedali e case  per anziani sono informati e pronti in caso di isolamento delle proprie strutture (turni, personale e viveri)?
  • E’ già stato predisposto un numero verde-hotline al servizio dei cittadini? Chi gestirà il triage delle chiamate e degli interventi?

Territorio e Istituzioni:

  • Sono state individuate altre eventuali strutture d’isolamento sul nostro territorio per i pazienti colpiti dal virus?
  • Sono stati presi contatti con il Dipartimento della difesa a Berna per un eventuale appoggio dell’Esercito (in campo sanitario) per l’utilizzo delle strutture militari (strutture conosciute o classificate, caserme, siti sanitari militari)?
  • Come vorrà coordinarsi il Cantone con la protezione civile e con le istituzioni comunali? Vi sono già disposizioni emanate ai Comuni? (siti protezione civile comunali già approntati?)
  • Sono già in vigore disposizioni specifiche con le FFS sui controlli ferroviari da Sud a Nord e da Nord a Sud, compresi i treni internazionali che valicano i confini svizzeri (disposizione di controllo medico)?
  • Non sarebbe utile informare la popolazione in modo capillare con un argomentario (su come comportarsi e chi avvisare) distribuito a tutti i fuochi del Canton Ticino? (nelle  lingue nazionali più l’inglese)

Educazione, sport e cultura:

  • Sono state emesse disposizioni per le scuole cantonali e comunali per evitare il rischio di contagio e chiusura degli istituti (corpo docenti, genitori e allievi)? E per le associazioni sportive, specie quelle con attività collettive che prevedono contatti multipli tra persone e materiali in condivisione tra gli atleti (attrezzature, docce comprese)?
  • Le società e associazioni ticinesi sono state sensibilizzate in modo adeguato? Se sì, quando e in che modo? Se no, perchè e cosa si attende ancora in questa fase preventiva?

Seguendo l’evoluzione appena fuori dai nostri confini (in Lombardia vi sono 10 Comuni in quarantena, eventi pubblici annullati, chiusura di aziende e commerci), vi è d’attendersi prossimamente qualcosa di simile anche alle nostre latitudini.

Senza allarmismi ma sempe vigili, la popolazione va informata!

Ringraziando per le risposte che vorrete fornire in aula di Gran Consiglio in marzo, cordialmente vi saluto.

Tiziano Galeazzi, UDC

(membro della commissione sanità e socialità del GC)

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