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Troppe sono le critiche piovute su i Verdi del bellinzonese da parte dei militanti socialisti per la scelta fatta dall’assemblea di correre senza il PS per le comunali a Bellinzona. È chiaro che tutti, Verdi compresi, vorrebbero avere un’affinità tale da poter correre insieme e unire le forze per portare con maggiore spessore i propri valori nei consessi della Turrita. È anche vero che se fossimo di uguali vedute faremmo parte tutti di uno stesso partito. Peccato quindi puntare il dito sugli altri, tra accuse di personalismi e manipolazioni, invece di cercare di capire e approfondire le motivazioni che hanno portato gli ecologisti a prendere questa decisione. Decisione che, ricordo, deve essere vista circoscritta alla campagna elettorale e non preclude certamente una futura collaborazione in corso di legislatura (fattore decisamente più importante piuttosto di una mera manovra elettorale). Ma da militante de i Verdi mi sarei oggettivamente sentita a disagio ad appoggiare de facto e alla cieca ancora una politica di governo che proprio non mi appartiene. Non mi appartiene in alcun modo la decisione di voler escludere gli operai delle officine dalle trattative sulla sorte del futuro dell’azienda come non mi appartiene il sostegno a un semisvincolo anacronistico e poco lungimirante. Non mi rappresenta il pensiero di poter ancora costruire interi quartieri in una città con un tasso di sfitto così pericolosamente alto che avrebbe dovuto almeno far mettere in discussione talune decisioni. Infine, respingo con forza l’idea di rinnovare forzatamente il nostro bel Viale stazione alberato, senza partire dalla valorizzazione quegli splendidi alberi centenari, piuttosto che distruggerli per questioni discutibili. E invece si sono difese a spada tratta queste, e altre decisioni, prese nell’ultimo quadriennio. Sono convinta che portare una voce critica e costruttiva nelle istituzioni cittadine non può che essere positivo e se questa viene ascoltata e non ripudiata a priori come tifosi accaniti, può solo far crescere, migliorare e progredire sostenibilmente verso il futuro. Peccato dare la colpa a personalismi e vecchi rancori invece di analizzare a fondo ciò che non ha funzionato. Ancora non è tardi per unire le forze e insieme svegliare le coscienze dei cittadini per far crescere un’area che, seppur divisa sulla carta, con i giusti correttivi può in futuro unirsi negli intenti.

Cristina Zanini Verdi del Bellinzonese

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