Le persone che prestano servizio nella protezione civile (PC) non dovrebbero effettuarlo secondo il modello della ferma continuata.

Al pari del Consiglio nazionale, il Consiglio degli Stati si è scostato oggi su questo punto dai piani del Consiglio federale durante il dibattito riguardante la revisione totale della legge federale sulla protezione della popolazione e della protezione civile. Il dossier ritorna alla Camera del popolo per l’esame delle divergenze.

Il governo prevede di modificare la durata del servizio obbligatorio della protezione civile al fine di armonizzarlo con quello militare. L’obbligo di servire comincerebbe al più presto a 18 anni e si concluderebbe al più tardi a 36. La sua durata passerebbe a 245 giorni spalmati su dodici anni sia per la truppa che per i sottufficiali. Il Governo prevedeva anche la possibilità di svolgere questo servizio in una volta sola.

Ma per i “senatori”, la maggioranza delle persone svolge circa 70-80 giorni di servizio civile. Non vi è ragione che svolgano 245 giorni a titolo volontario. Inoltre, sarebbero in pochi ad optare per la ferma continuata.

Stando al disegno di legge uscito oggi dalle deliberazioni, nel calcolo della tassa di esenzione dall’obbligo militare dovranno inoltre essere computati i giorni di servizio prestati a titolo volontario.

Oltre a ciò, le persone che prestano servizio nella protezione civile non dovranno essere convocate in caso di catastrofi eccezionali che coinvolgono infrastrutture fondamentali di una regione all’estero. Per 23 voti a 16, il plenum ha respinto tale proposta, poiché la protezione civile non dispone delle strutture di direzione idonee per interventi a livello mondiale.

Secondo una minoranza rappresentata in aula da Olivier Français (PLR/VD), invece, tali impieghi consentirebbero alla Svizzera di fornire un aiuto importante.

La maggioranza ha anche deciso (27 voti a 14) di non includere il servizio civile (SC) quale organizzazione partner nella protezione della popolazione. Secondo la maggioranza, il servizio civile non dispone delle strutture adeguate per svolgere simili compiti.

Una minoranza riteneva invece che i “civilisti” potrebbero dare un importante contributo alla prevenzione delle catastrofi e ciò contribuirebbe ad aumentare la sostenibilità dell’intero sistema.

Il plenum, seguendo la raccomandazione della sua commissione preparatoria, ha anche deciso (20 voti a 19) di utilizzare i contributi per l’ammodernamento dei rifugi, oltre che per il finanziamento di quelli pubblici, anche per l’ammodernamento di quelli privati. Il plenum ha poi stabilito di abolire l’obbligo di manutenzione dei rifugi da parte dei proprietari.

Per 32 voti a 8, la Camera dei Cantoni si è detta poi a favore dell’idea che la Confederazione debba rendere accessibili i sistemi d’allarme e d’informazione, nonché il canale radio di emergenza, anche ai disabili.