La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha discusso per l’ultima volta della revisione del diritto della società anonima, mantenendo la propria posizione su numerosi punti. Al termine della discussione ha ribadito che le aziende devono poter prevedere un capitale azionario in valuta estera e svolgere la loro assemblea generale all’estero.

DIRITTO DELLA SOCIETÀ ANONIMA: ULTIMO INCONTRO PER APPIANARE LE DIVERGENZE

Dopo il trattamento della revisione del diritto della società anonima (disegno 1) da parte del Consiglio degli Stati durante la sessione primaverile, fra le Camere rimanevano circa venti divergenze. Nella sua seduta odierna la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha proceduto a un ultimo appianamento delle divergenze, ribadendo in particolare la propria decisione concernente la possibilità per le aziende di prevedere un capitale azionario in valuta estera (con 21 voti contro 3 e 1 astensioni). Ha quindi mantenuto la propria decisione in merito alla possibilità di tenere assemblee generali all’estero (con 20 voti contro 0 e 5 astensioni). Ha tuttavia deciso di proporre al Consiglio degli Stati un compromesso per proteggere i diritti degli azionisti. La loro situazione non deve peggiorare a causa della decisione riguardante il luogo di svolgimento dell’assemblea generale. Da ultimo, con 16 voti contro 0 e 6 astensioni ha deciso di permettere alle aziende che lo desiderano di premiare la fedeltà di alcuni azionisti all’azienda, concedendo loro azioni di lealtà.

Su diversi punti la Commissione ha tuttavia deciso di seguire il Consiglio degli Stati. Lo ha fatto sulle indennità versate agli ex membri degli organi di direzione di un’azienda. Le aziende dovranno anche menzionare le funzioni esercitate in altre aziende dai membri del consiglio di amministrazione, della direzione e dell’organo di consulenza. In totale rimangono circa 15 divergenze. Il Consiglio nazionale tratterà la revisione del diritto della società anonima nel corso della sessione estiva. Si prevede che per questa sessione tutte le divergenze saranno appianate e l’oggetto sarà pronto per il voto finale.

RESPINTA LA PROPOSTA DI ISTITUIRE UN FONDO DI GARANZIA PER GLI AVERI DEI CLIENTI

La Commissione si è nuovamente occupata delle ripercussioni della crisi dovuta alla Covid-19 nel settore turistico. Dopo che, nella seduta straordinaria, l’Assemblea federale aveva già approvato un prolungamento della sospensione delle esecuzioni per i crediti dei clienti nel settore turistico ( 20.3157 n Mo. CAG-N. Sospensione delle esecuzioni. Deroga per il settore del turismo), la Commissione ha esaminato oggi la richiesta di istituire un fondo di garanzia per questi crediti. Con 14 voti contro 9 e 1 astensione ha  respinto la proposta di incaricare il Consiglio federale d’istituire un nuovo fondo di garanzia.

REVISIONE DEL CODICE DI PROCEDURA PENALE

Dopo aver proceduto nel corso della sua ultima seduta ordinaria ad alcune audizioni in merito alla revisione del Codice di procedura penale (19.048) ed essere entrata in materia sul progetto, la Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale (CAG-N) ha avviato la deliberazione di dettaglio. La presente revisione (v. messaggio del Consiglio federale del 28 agosto 2019) tiene conto di diverse richieste emerse dalla prassi, tra cui la restrizione dei diritti di partecipazione dell’imputato, l’applicazione rigorosa del principio della doppia istanza, l’interrogatorio cui è sottoposto l’imputato nella procedura del decreto d’accusa in caso di pene detentive da scontare e l’allestimento e la registrazione di profili del DNA per far luce su reati già commessi o futuri.

Nel quadro del dibattito di entrata in materia la Commissione aveva deciso di dividere il progetto e di inserire gli articoli 364a e 364b in un disegno 2 separato, affinché quest’ultimo potesse essere trattato e messo in vigore più rapidamente. Con questi articoli si vuole colmare una lacuna legislativa per quanto riguarda la carcerazione di sicurezza nella procedura successiva. A tale proposito infatti la Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) aveva constatato, nella sentenza del 3 dicembre 2019, una violazione della CEDU da parte della Svizzera. Nella fattispecie (I.L. cSuisse [no 72939/16], sentenza della Corte EDU del 3 dicembre 2019) a una persona era stata inflitta una carcerazione di sicurezza di tre mesi, in modo da coprire il periodo fino alla decisione giudiziaria relativa al prolungamento di una misura stazionaria, nonostante nel diritto in vigore mancasse in proposito una base legale. All’unanimità la Commissione ha ora trasmesso alla propria Camera il disegno 2, che discuterà nella sessione estiva 2020. Una minoranza si è opposta alla separazione del progetto di revisione.

La Commissione si è inoltre pronunciata con 15 voti contro 6 e 2 astensioni contro il rinvio al Consiglio federale della revisione, rinvio sostenuto invece da una minoranza. Ha inoltre affidato diversi mandati all’Amministrazione e avvierà la deliberazione di dettaglio del disegno 1 in una delle prossime sedute.

ARBITRATO INTERNAZIONALE

La Commissione si è occupata dell’appianamento delle divergenze relative al disegno di revisione delle disposizioni sull’arbitrato internazionale (18.076). All’unanimità ha deciso di attenersi alla proposta iniziale del Consiglio federale volta a permettere alle parti di redigere in inglese i propri atti giuridici nel quadro di un arbitrato internazionale. Su questo aspetto permane pertanto ancora una divergenza fra le Camere.

Presieduta dalla consigliera nazionale Laurence Fehlmann Rielle (PS/GE), la Commissione si è riunita a Berna il 15 maggio 2020.

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