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In Svizzera, ma anche nel resto del mondo, il livello dei tassi d’interesse risulta particolarmente basso, anche in confronto agli anni precedenti: questo è quanto emerge da sei studi svolti dalla Segreteria di Stato dell’economia (SECO) e presentati il 30 giugno a Berna che indagano cause e conseguenze della situazione attuale.

Ad oggi la Svizzera non rappresenta più un’isola felice con tassi d’interesse molto più bassi che altrove: la differenza rispetto all’estero si è infatti notevolmente ridotta, in particolare se si considerano i tassi d’interesse reali (al netto dell’inflazione).

I tassi reali svizzeri vengono considerevolmente influenzati dai tassi reali globali: il loro calo è quindi probabilmente dovuto soprattutto a fattori anch’essi globali, quali l’integrazione della Cina nell’economia mondiale, lo sviluppo demografico a livello planetario o il rallentamento della produttività. Questi studi lasciano intendere che anche lo sviluppo demografico a livello nazionale abbia contribuito al calo dei tassi.

Per quanto riguarda le conseguenze, gli studi giungono alla conclusione che questo calo abbia favorito gli investimenti delle aziende; i singoli nuclei famigliari hanno invece posticipato gli acquisti importanti, come mobili o grandi elettrodomestici. I bassi tassi d’interesse si ripercuotono anche a livello di istituzioni: i minori costi del debito hanno permesso ai Cantoni di estendere i loro investimenti nei settori dell’edilizia e dell’istruzione e le rigide regole fiscali non sembrano rappresentare un ostacolo.

Gli studi e i relativi riassunti (disponibili in IT, DE, FR e EN) possono essere consultati alla pagina https://www.seco.admin.ch/seco/it/home/wirtschaftslage—wirtschaftspolitik/wirschaftspolitik/Wachstumpolitik/tiefzinsumfeld-investitionen.html.