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In seguito all’approvazione dell’iniziativa parlamentare generica presentata da Nicola Pini e cofirmatari da parte del Gran Consiglio a inizio dicembre 2016, il Consiglio di Stato, su proposta del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), ha licenziato il messaggio volto a creare la base legale per la concessione di contributi finanziari per progetti di rivitalizzazione di edifici dismessi, e lo stanziamento di un credito quadro di fr. 10’000’000.-.

Il messaggio e il conseguente decreto legislativo si basano sui risultati emersi dallo studio elaborato dal Dipartimento del territorio in collaborazione con l’Accademia di architettura di Mendrisio, che ha permesso di stimare il potenziale dismesso. In seguito a una disamina degli oggetti così rilevati, è stato possibile individuare delle azioni mirate volte alla valorizzazione di questi edifici. Queste saranno destinate ai Comuni, gruppi di Comuni, altri enti di diritto pubblico oppure partenariati pubblico-privati che presentano un progetto di recupero e di rivitalizzazione di immobili dismessi.

Siccome la maggioranza di questi oggetti si trova nei Comuni più periferici, il Consiglio di Stato intende concentrare il perimetro d’intervento prevalentemente in queste regioni, quale ulteriore misura per il raggiungimento di uno dei tre obiettivi strategici di sviluppo economico: il riposizionamento delle regioni periferiche. In questo contesto, più che a
una rigida definizione del perimetro secondo una lista di Comuni prestabilita, si è deciso di puntare sulla collaborazione attiva degli Enti regionali per lo sviluppo, che si occuperanno di identificare i progetti da sostenere.

Grazie alla definizione di criteri che mirano a escludere un interesse privato prevalente e la speculazione, così come alla proposta di meccanismi decisionali che permettono di concentrare gli sforzi su edifici con un potenziale reale di riconversione e la cui valenza strategica è comprovata, l’obiettivo del nuovo decreto legislativo è quello di favorire la loro rivitalizzazione, minimizzando il rischio di una distorsione di mercato.