Oggigiorno in Svizzera il mercato del gas non è praticamente disciplinato. Nel 2012 per regolamentare tra loro l’accesso alla rete del gas, il settore del gas e due associazioni hanno stipulato una convenzione aprendo così il mercato del gas ai grandi clienti industriali. Tuttavia non è ancora stato chiarito se questa convenzione è conciliabile con il diritto sui cartelli. Con la nuova legge sull’approvvigionamento di gas (LApGas), il Consiglio federale intende ora creare i presupposti per la necessaria certezza giuridica. Nella sua seduta del 30 ottobre 2019 ha così avviato la relativa procedura di consultazione che durerà fino al 14 febbraio 2020.

Per far sì che la Svizzera possa raggiungere i suoi obiettivi climatici, il Consiglio federale intende ridurre la quota dei vettori energetici fossili e il consumo di gas naturale in maniera considerevole. La domanda rimanente dovrà essere coperta, per quanto possibile, con gas rinnovabile. Anche se il gas diventerà un vettore energetico meno rilevante per il riscaldamento degli edifici, a breve – medio termine continuerà a restare importante per l’industria; i grandi consumatori di questo settore hanno pertanto necessità di accedere alla rete in modo non discriminatorio. La LApGas posta in consultazione dal Consiglio federale crea le basi per un’apertura ordinata del mercato.

I punti cardine del progetto

Apertura parziale del mercato: il mercato del gas è aperto ai clienti con un consumo annuo di almeno 100 megawattora (stesso limite previsto dalla legge sull’approvvigionamento elettrico). Questi clienti, che corrispondono a circa il 10 per cento di tutti i clienti della Svizzera o a grosso modo 40 000 centri di consumo che in totale consumano circa il 70 per cento del gas venduto, sono quindi liberi di scegliere il proprio fornitore di gas. In questo modo, rispetto alla convenzione attuale, più clienti hanno libero accesso al mercato. Per i clienti più piccoli è previsto un approvvigionamento regolato da parte del gestore di rete locale. In considerazione del fatto che nei prossimi anni la fornitura di calore si staccherà dai vettori energetici fossili, il Consiglio federale propone un’apertura parziale del mercato. La conseguenza è che si potrebbero avere anche disattivazioni di parti delle reti di gas. Una simile trasformazione è possibile solo tramite una pianificazione pluriennale. L’apertura parziale del mercato lascia ai Comuni, per buona parte proprietari delle aziende di approvvigionamento di gas, il necessario margine di manovra pera attuare questo cambiamento.

Disgiunzione delle attività: le imprese di approvvigionamento di gas integrate verticalmente devono operare una separazione contabile tra il settore in regime di monopolio (in particolare la gestione di rete) e le attività in libera concorrenza. La Svizzera continuerà quindi ad avere un’unica zona di bilancio. Un nuovo responsabile dell’area di mercato, che sarà indipendente, attribuirà le capacità di trasporto gestendo anche la zona di bilancio. Per quanto riguarda i rapporti di proprietà sulla rete, non vi sarà nessun cambiamento.

Accesso alla rete e attribuzione di capacità: per la prenotazione delle capacità e il trasporto di gas viene istituito un cosiddetto «entry-exit system (EES)». Tali sistemi sono standard nell’UE. L’EES facilita il commercio di gas in quanto richiede solo un contratto per ogni punto di immissione (entry) o prelievo (exit) per trasportare il gas sull’intera area di mercato.

Integrazione dei flussi di transito nell’«entry-exit system (EES)» svizzero: il 70 – 80 per cento del gas consumato in Svizzera proviene dall’estero attraverso gasdotti di transito. Oggi le capacità di transito sono commercializzate in buona parte indipendentemente dall’approvvigionamento di gas della Svizzera. Grazie alla LApGas, tutti i trasporti di gas attraverso la Svizzera avverranno tramite l’«entry-exit system» e il gasdotto di transito rientrerà nel campo di applicazione del sistema di regolamentazione e del diritto elvetici.

Regolatore: la Commissione federale dell’energia elettrica (ElCom) funge già da autorità di vigilanza in materia di energia elettrica. Come avviene in altri Paesi europei, in futuro sarà responsabile anche dell’approvvigionamento di gas e per questo motivo sarà rinominata Commissione dell’energia (EnCom). La nuova EnCom sorveglierà le tariffe per l’utilizzazione della rete, le tariffe di misurazione e la trattazione delle controversie per l’accesso alla rete. Lavorerà inoltre con le omologhe autorità competenti dei Paesi confinanti.

Misurazioni: il Consiglio federale mette in consultazione due varianti; nella prima è prevista un’apertura totale del sistema delle misurazioni, nella seconda la competenza per le misurazioni spetta al gestore di rete.

La creazione di una legge sull’approvvigionamento di gas è necessaria perché in Svizzera l’ordinamento del mercato non è ancora disciplinato giuridicamente in modo specifico per il settore del gas. Le uniche disposizioni in materia si trovano nella legge del 1963 sugli impianti di trasporto in condotta (art. 13 cpv. 1), secondo cui il gestore di rete è tenuto ad assumere mediante contratto il trasporto per terzi nei limiti delle possibilità tecniche e delle esigenze economiche dell’esercizio e purché il terzo offra una rimunerazione adeguata. Al fine di disciplinare in modo più concreto l’accesso alla rete, nel 2012 il settore del gas ha stipulato una convenzione di diritto privato con due associazioni di grandi clienti industriali. Questa convenzione assicura tuttavia l’accesso alla rete solo ai grandi clienti finali, che prenotano capacità di trasporto di almeno 150 metri cubi normali all’ora (Nm3/h; pari a un consumo annuale tra 2 e 5 GWh), utilizzano per la produzione in primo luogo gas naturale e dispongono di un dispositivo di misurazione del profilo di carico con teletrasmissione di dati.

Già nel 2014 la Commissione della concorrenza (COMCO) aveva espresso dubbi sulla compatibilità tra le condizioni di accesso al mercato definite nella convenzione e il diritto sui cartelli. Nel 2017 ha poi avviato due accertamenti preliminari su eventuali abusi da parte dei gestori di rete e, alla fine di gennaio 2019, ha annunciato di aver aperto un’indagine in uno dei due casi.