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La quantità di antibiotici venduti per il trattamento di animali in Svizzera è diminuita anche nel 2020: lo dimostra il rapporto annuale sulla vendita di antibiotici in medicina veterinaria. Rispetto all’anno precedente si rileva una diminuzione totale di circa il 4 %, mentre per le classi di antibiotici critici, da impiegare solo quando gli antibiotici convenzionali non hanno più effetto, la riduzione è di circa il 9 %. Nonostante questi risultati, la resistenza agli antibiotici resta una sfida.

Le aziende di distribuzione vendono sempre meno antibiotici ai veterinari in Svizzera: negli ultimi dieci anni, la quota si è ridotta di oltre la metà (52 %) passando da 60 000 chilogrammi nel 2011 a 29 000 chilogrammi nel 2020. La continua diminuzione delle vendite di antibiotici dimostra un elevato livello di consapevolezza tra i veterinari e i detentori di animali.

Una nuova banca dati permette rilevazioni sull’uso degli antibiotici      

Anche se la quantità di antibiotici venduta è diminuita, sono necessari ulteriori sforzi per promuovere l’uso adeguato di questi medicamenti. La quantità totale di antibiotici venduti, infatti, non permette di rilevarne l’effettivo utilizzo.

A tale scopo è stato introdotto il sistema d’informazione sugli antibiotici nella medicina veterinaria (SI AMV), una banca dati in cui, dal 1° gennaio 2019, i veterinari sono tenuti a registrare le prescrizioni di antibiotici effettuate. I dati sono attualmente in fase di valutazione e permetteranno di identificare problemi specifici e di prendere misure mirate.

Le resistenze nel pollame

Per monitorarne l’evoluzione, analogamente all’UE la Svizzera analizza le resistenze negli animali da reddito sani. Nel 2020 sono stati prelevati campioni da polli da ingrasso nei macelli e da prodotti a base di carne di pollame nel commercio al dettaglio. Il risultato ha mostrato una situazione di resistenza simile a quella del 2018, con un calo per gli antibiotici importanti.

La Strategia contro le resistenze agli antibiotici (StAR)
Grazie agli antibiotici, uno dei progressi più importanti della medicina, è possibile curare malattie batteriche che un tempo spesso erano letali. Ciononostante, a seguito del consumo eccessivo e inadeguato di antibiotici, sempre più batteri diventano resistenti a questi medicamenti. Le conseguenze sono drammatiche e colpiscono in egual misura esseri umani, animali, agricoltura e ambiente. Per affrontare in modo coordinato il problema dell’aumento delle resistenze, nel 2015 il Consiglio federale ha approvato la Strategia nazionale contro le resistenze agli antibiotici (StAR). L’USAV redige ogni anno il cosiddetto «rapporto ARCH-Vet» in cui vengono pubblicati i dati relativi alla vendita di antibiotici.