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Il Consiglio federale è contrario a un’ulteriore esenzione dall’assoggettamento all’IVA per le associazioni sportive e culturali nonché per le istituzioni di utilità pubblica. Nella seduta dell’11 agosto 2021 ha adottato il suo parere all’attenzione della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N).

Nel mese di aprile 2021, la CET-N ha proposto alla propria Camera di aumentare, dagli attuali 150 000 a 200 000 franchi, il limite determinante della cifra d’affari a partire dalla quale un’associazione sportiva o culturale senza scopo lucrativo e gestita a titolo onorifico oppure un’istituzione di utilità pubblica è assoggettata all’IVA. Nel contempo la CET-N ha invitato il Consiglio federale a esprimersi in merito.

Il Consiglio federale respinge la proposta di aumento. A tutt’oggi le associazioni sportive e culturali nonché le istituzioni di utilità pubblica beneficiano di un limite determinante della cifra d’affari di 150 000 franchi, che è più elevato di quello applicato alle altre imprese, pari a 100 000 franchi. Per il limite determinante della cifra d’affari sono rilevanti soprattutto le prestazioni fornite nella ristorazione e nella pubblicità. In questi settori vi sono già distorsioni della concorrenza a scapito delle altre imprese. Il progetto della CET-N aggraverebbe ulteriormente la situazione. Diverse prestazioni fornite da queste associazioni e istituzioni sono inoltre esentate dall’IVA e quindi non rientrano nel calcolo del limite determinante della cifra d’affari (ad es. i biglietti d’entrata per le manifestazioni culturali e sportive e per i musei, le tasse di iscrizione e i diritti di licenza, le prestazioni di formazione ecc.). Inoltre, le associazioni sportive e culturali nonché le istituzioni di utilità pubblica hanno la possibilità di conteggiare l’IVA applicando il metodo delle aliquote forfetarie. Ciò semplifica notevolmente la tenuta della contabilità e l’allestimento del rendiconto d’imposta. Pertanto, un aumento del limite determinante della cifra d’affari per ridurre l’onere amministrativo non è necessario.