Nel primo semestre 2020 l’immigrazione in Svizzera è diminuita del 5,7 per cento rispetto al medesimo periodo del 2019. L’emigrazione, dal canto suo, è diminuita del 14,4 per cento. Nei mesi di aprile e maggio 2020 la pandemia di coronavirus ha avuto effetti tangibili sui moti migratori. Il saldo migratorio degli stranieri si è attestato a 25 995 persone (+1323 persone), in particolare perché durante la crisi l’emigrazione è stata molto bassa. A fine giugno 2020 vivevano in Svizzera 2 128 812 stranieri.

Tra gennaio e fine giugno 2020 l’immigrazione nella popolazione residente permanente straniera è diminuita di 3603 persone (-5,7%) rispetto al medesimo periodo del 2019. L’immigrazione di cittadini di Stati membri dell’Unione europea, dell’Associazione europea di libero scambio e del Regno Unito (UE/AELS/UK) è diminuita di 1149 persone rispetto al primo semestre 2019.

Sempre nel primo semestre 2020, 30 659 stranieri hanno lasciato la Svizzera, ossia 5173 in meno (-14,4%) che nel primo semestre 2019. L’emigrazione di cittadini dell’UE/AELS/UK è diminuita di 3650 persone (-13,2%).

Il saldo migratorio degli stranieri residenti a titolo permanente si è, pertanto, attestato a 25 995 persone, segnando un aumento di 1323 persone rispetto al primo semestre 2019. Il saldo migratorio di cittadini dell’UE/AELS/UK è aumentato di 2281 persone, il che va ricondotto al calo dell’emigrazione. Il saldo migratorio dei cittadini di Stati terzi, dal canto suo, è diminuito del 9,7 per cento.

Effetti della pandemia sui moti migratori

La pandemia di coronavirus e le misure di protezione adottate dalla Svizzera e dalla maggior parte degli altri Paesi hanno avuto un effetto considerevole sui moti migratori. Per quanto riguarda la popolazione residente permanente si è osservato un calo significativo sia dell’immigrazione effettiva (dall’estero) sia dell’emigrazione. Nei mesi di aprile e maggio il numero di persone immigrate in Svizzera è diminuito rispetto all’anno scorso (aprile: 5132 persone /
-28%, maggio: 4208 persone / -42%). Anche in giugno le cifre sono inferiori rispetto al 2019 (6460 persone / -8%).

Nei mesi di aprile e maggio 2020 anche l’emigrazione è diminuita in maniera significativa rispetto al 2019 (aprile: 3800 persone / -34%, maggio: 4212 persone / -19%). Idem per il mese di giugno (5838 persone / -10%). Il fatto che, ciò nonostante, nel primo semestre 2020 il saldo migratorio sia leggermente aumentato si spiega alla luce di due fattori principali, ossia il livello elevato dell’immigrazione tra gennaio e febbraio grazie alle buone prospettive congiunturali, da un lato, e il calo dell’emigrazione in aprile e maggio dovuto in particolare alla limitazione delle possibilità di spostamento durante la pandemia, dall’altro.

Interesse pubblico preponderante

Tra gennaio e fine giugno 2020, 57 072 cittadini dell’UE/AELS/UK sono immigrati in Svizzera per assumervi un impiego di breve durata o stabile, il che rappresenta un calo del 16,1 per cento rispetto al primo semestre 2019. Dal 25 marzo all’8 giugno 2020 l’entrata di cittadini dell’UE/AELS/UK in vista di un impiego di breve durata o stabile è stata limitata alle attività che presentano un interesse pubblico preponderante ai sensi dell’ordinanza 2 COVID-19. È stata data la priorità alle attività che assicurano la disponibilità di beni e servizi essenziali nei settori dei farmaci e delle cure, dell’alimentazione, dell’energia, della logistica e delle tecnologie d’informazione e di comunicazione.

L’immigrazione di lavoratori dell’UE/AELS/UK ha contribuito a rispondere ai bisogni dell’economia svizzera. Dai dati emerge che i gruppi professionali che assicurano la disponibilità di beni e servizi essenziali sono stati esclusi dalle restrizioni. A titolo di esempio, in tutte le categorie di residenza il calo dell’immigrazione è stato minore nell’agricoltura e nel settore sanitario che non nei settori edile, alberghiero o della ristorazione.

Nel primo semestre 2020, 16 363 persone sono entrate in Svizzera nel quadro del ricongiungimento familiare. Il numero di permessi rilasciati in questo contesto è sceso del 7,6 per cento rispetto al medesimo periodo del 2019. L’ammissione di familiari di origine straniera di cittadini svizzeri e dell’UE/AELS/UK è stata sottoposta a restrizioni dal 25 marzo all’11 maggio 2020, l’ammissione di familiari stranieri di cittadini di Stati terzi fino all’8 giugno 2020. Da aprile a giugno 2020 si è osservata una diminuzione importante rispetto al 2019 (aprile: 2058 persone / -17%, maggio: 1720 persone / -35%, giugno: 2486 / -19%). Con l’abrogazione progressiva delle restrizioni e lo stabilizzarsi della situazione sul fronte sanitario la situazione dovrebbe nuovamente normalizzarsi.

A fine giugno 2020 vivevano in Svizzera a titolo permanente 2 128 812 stranieri, di cui 1 455 231 cittadini dell’UE/AELS/UK. Due terzi degli stranieri residenti a titolo permanente sono titolari di un permesso di domicilio concesso dopo almeno cinque anni di soggiorno in Svizzera conformemente agli accordi e alle convenzioni di domicilio conclusi con taluni Paesi dell’UE e conformemente alla legge federale sugli stranieri e la loro integrazione.