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Da pochi giorni dopo il lockdown imposto per far fronte alla pandemia da Coronavirus le scuole hanno ripreso (parzialmente) ad accogliere gli alunni. Purtroppo ci si è da subito accorti che tra prima e dopo chiusura delle scuole comunali non è cambiato nulla, i genitori continuano ad accompagnare i figli a scuola con le auto. Questi mesi non hanno purtroppo aiutato a riflettere sulle conseguenze di questa problematica.

Gli orari di maggior traffico sulle strade sono sempre gli stessi, quelli in corrispondenza agli orari scolastici. Orari in cui aumentano le auto in circolazione, orari in cui aumentano i pericoli di incidenti sul tragitto casa-scuola, orari in cui aumenta il CO2 che inalano i nostri polmoni e che inquina i nostri quartieri, orari in cui aumenta lo stress sottoposto a chi alla scuola materna o alla scuola elementare ci vorrebbe andare a piedi.

La realtà di oggi sembra aver fatto dimenticare, che siamo e resteremo in una fase di crisi climatica globale, secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’inquinamento dell’aria uccide 7 milioni di persone all’anno, contro gli attuali 281’736 decessi per Coronavirus.

Gli aspetti negativi dell’ accompagnare i bambini a scuola o all’asilo in auto sono davvero molti oltre a quelli già citati sopra, vanno aggiunti quelli legati allo sviluppo del proprio bambino.

L’attività fisica, si sa, fa parte del mantenimento e della promozione della salute, come l’alimentazione e l’aria che respiriamo (OMS). I bambini durante il loro sviluppo, hanno bisogno in particolare di attività fisica lieve-moderata come il cammino, l’Ufficio Federale sullo Sport raccomanda almeno 1 ora di attività fisica al giorno per bambini e adolescenti.

Durante il cammino vengono stimolati: l’apparato muscolo-scheletrico favorendo il rinforzo muscolare e la riduzione della massa grassa in favore di quella magra (prevenzione all’obesità), l’equilibrio e la coordinazione (prevenzione dei disturbi della coordinazione, molto frequenti nelle scuole materne ed elementari con conseguenze sulla presa della matita), la propriocezione, la capacità respiratoria e il battito cardiaco, le capacità cognitive quali l’attenzione, la concentrazione e l’orientamento. Inoltre vanno considerati anche gli aspetti educativi quali l’educazione stradale come il rispetto delle regole, oltre gli aspetti sociali come quelli di conoscere nuovi amici, trovare stimolo e motivazione ad andare a scuola.

Come prevenzione a tutto ciò si potrebbe pensare, laddove sia possibile, una limitazione del traffico motorizzato nelle vie in vicinanza alle scuole. Eccezione fatta ai domiciliati e alle persone disabili. Così da promuovere il tragitto casa-scuola a piedi, in monopattino o in bicicletta in tutta sicurezza.

I nostri figli vanno maggiormente protetti, la società e la politica devono considerare i loro bisogni fondamentali, quelli di avere la possibilità di crescere in modo sano e adatto alla loro fase di sviluppo.

Elisa Chiapuzzi, ergoterapista

Bellinzona (Gnosca)

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