Quando è nata la mia prima figlia ho ricevuto dal comune di Bellinzona assieme con il libretto di famiglia un foglietto con riportato il detto africano “per crescere un bambino ci vuole un villaggio”. Per crescere sani i bambini dovrebbero giocare all’esterno per almeno una o meglio due ore al giorno. Ma una ricerca di Pro Juventute mostra che i bambini nella fascia d’età tra i 5 e i 9 anni trascorrono in media solo 47 minuti al giorno all’esterno per attività ludiche. E la colpa di ciò ricade spesso e volentieri sui genitori che non motiverebbero abbastanza i loro pargoli ad uscire per giocare. Ma per giocare all’aria aperta ci vogliono anche spazi adatti e politici che ritengono prioritaria una pianificazione degli spazi comuni atta ad incentivare i più giovani cittadini a divertirsi all’esterno. Per i bambini è molto importante disporre di spazi naturali nelle immediate vicinanze in cui abitano e che questi siano accessibili facilmente.

A Bellinzona spazi verdi pubblici e di aggregazione sono sempre più rari tra i diversi palazzi che spuntano come funghi. Nella pianificazione urbana tali spazi sembrano aver sempre meno posto. Ad esempio, nel nostro quartiere, i bambini giocano a nascondino sui parcheggi. A Bellinzona centro, la maggioranza dei parchi gioco sono incastrati tra strade trafficate oppure molto disturbati dal rumore del traffico autostradale, come in golena o al gattile.

Inoltre, viene criticato il fatto che i genitori accompagnano i bambini a scuola invece di lasciarli andare da soli a piedi. Io, mia figlia, la lascio andare a scuola da sola, ma non lo faccio con il cuore leggero. Per questi 150 metri che deve fare da casa fino alla scuola, deve attraversare quasi esclusivamente dei posteggi, reali o abusivi. Secondo l’Ufficio prevenzione infortuni (UPI), attraversare dei parcheggi è giudicato come particolarmente pericoloso per i bambini. Se vogliamo che i bambini si spostino in città da soli a piedi o con la bici – e sono d’accordo che deve essere il caso – è urgente garantire la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti con marciapiedi e piste ciclabili dedicate appositamente a loro. Ma purtroppo al momento non sembra essere una priorità politica. Per fare un esempio: per sgravare il traffico della strada cantonale tra Bellinzona centro e Giubiasco si spendono 65 milioni per la realizzazione di un nuovo semisvincolo – che porterà in particolar modo più traffico nelle zone di via Mirasole e viale G. Motta -, ma non esiste ancora una pista ciclabile continua e sicura da Bellinzona centro a Giubiasco.

Se vogliamo che Bellinzona sia questo villaggio che cresce i bambini – come recitava il detto africano – è arrivato il momento di adottare una politica più verde, che favorisce spazi verdi pubblici e la mobilità dolce.

Erika Franc, co-coordinatrice Verdi del Bellinzonese