Nel corso del 2015 l’allora Banca BSI SA decise di chiudere definitivamente il centro sportivo, che aveva gestito privatamente per anni a favore dei propri dipendenti su di un sedime di sua proprietà a Cadro.

Da allora, nulla sembra sia stato fatto su questa proprietà tanto che essa pare ad oggi completamente dismessa.

Nel frattempo, la Banca EFG International ha assunto la proprietà del sedime.


Il mappale in questione (no. 590 Lugano-Cadro) si estende su di una superficie di 20’482 mq.

Dalle informazioni contenute nel “mandato di studio in parallelo – proposte per un nuovo piano di quartiere dell’ex centro sportivo BSI a Cadro” del 14 novembre 2018, si apprende che la Banca proprietaria ha promosso tale studio con il fine di “avviare tutte le procedure necessarie all’ottenimento del cambio di piano regolatore affinché possa essere realizzato un complesso destinato all’abitazione primaria nel quale si potrebbero inserire dei contenuti o abitazioni in parte di pubblica utilità, come ad esempio delle abitazioni destinate a persone anziane autosufficienti”.

Dal punto di vista pianificatorio, il mappale in oggetto è qualificato come zona ZES1, ovvero Zona Edificabile Speciale, sulla quale sono permesse attività legate al tempo libero ed allo sport. In tale contesto sono ammesso solo ed esclusivamente residenze di servizio alle attività descritte.

L’esecutivo cittadino aveva d’altronde già confermato la disponibilità ad “accogliere con favore la richiesta di valutare una modifica del Piano regolatore sulla base di un progetto di qualità”. La decisione di procedere con un mandato di studio per la realizzazione del complesso da parte della Banca ha suscitato però, non solo tra singoli cittadini, anche malumori e diverse critiche. L’associazione “Cittadini per il territorio del Luganese” si oppone ad esempio, al progetto residenziale, scaturito dallo studio indetto. (cfr. Ticinonews, 21.11.2018).

In una recente intervista rilasciata dall’on. Michele Bertini (LaRegione 30.04.2019), il vicesindaco ha dichiarato “(…) credo che la Città debba assumersi la responsabilità di riflettere se non sia il caso di valutare l’acquisto del sedime ex BSI (…) per valorizzarlo come centro ricreativo, balneare e sportivo della zona nord di Lugano”.

La proposta avanzata merita approfondimento ed una presa di posizione da parte dell’Esecutivo, foss’anche solo per avere un’unità d’intenti utile e necessaria allo sviluppo dell’intero comparto.

In effetti, senza nulla togliere alla valenza ed al valore del progetto proposto dalla Banca, una uguale considerazione va dedicata certamente anche quest’altra proposta alternativa a quella in atto.

La zona del quartiere di Cadro e, in un’ottica più ampia, il comparto formato dai quartieri di Pregassona, Davesco-Soragno, Sonvico e Val Colla ha un’esigenza oggettiva di spazi infrastrutturati, dedicati al tempo libero, alla balneazione ed in generale allo sport.

Se pensiamo al numero di abitanti residenti ed all’esigua presenza di tali strutture in questa ampia zona appare necessario chinarsi sulla possibilità potenzialmente offerta dal sedime ex BSI.

Su tale sedime nel recente passato (ed in armonia con quando previsto dal piano regolatore attualmente in vigore e dunque senza la necessità di alcuna sua modifica) erano presenti ed attive diverse infrastrutture: due piscine, campi per il tennis e per le bocce, un minigolf, una sala conferenze ed una mensa. Oltre all’alloggio del custode. Diversi posteggi erano inoltre a disposizione degli ospiti.

L’intera struttura, come ricordato in entrata, è in uno stato di abbandono, ma potrebbe essere riattivata e messa a disposizione dell’intera popolazione della riva sinistra del Cassarate (e non solo) se il Municipio acquistasse tale area dalla Banca e la rendesse nuovamente fruibile al suo scopo originario. In sostanza esistono validi e concreti motivi per spingere il Municipio ad una riflessione e ad un esame che soppesi anche questa proposta.

La zona deve essere oggetto di una variante di piano regolatore al fine di permettere nuovi insediamenti abitativi primari; non vale la pena di investire nella ristrutturazione di un comparto già attrezzato per renderlo fruibile alla popolazione per scopi ricreativi?

Alla luce delle considerazioni finora esposte, al lodevole Municipio i seguenti interrogativi in ragione delle facoltà concesse dall’art. 65 LOC e dall’art. 38 del Regolamento Comunale:

  1. A che punto si trova la procedura di mandato di studio in parallelo avanzata da EFG International sul mappale no. 590 di Cadro?
  2. Può il Municipio ricostruire e riassumere brevemente l’istoriato a livello pianificatorio, che ha portato all’istituzione della zona ZES1, da parte dell’allora comune di Cadro?
  3. Come valuta la proposta avanzata dal Vicesindaco in merito ad un diverso destino del suddetto sedime? Il Municipio ha mai preso in considerazione questa proposta?
  4. Esistono valutazioni contrarie alla proposta di mantenimento della destinazione prevista a piano regolatore attuale? Eventualmente, quali sono e come sono motivate?
  5. Sono già state avviate consultazioni con i vertici della Banca proprietaria?
    In caso affermativo con quali esiti?
    In caso negativo per quale motivo una tale consultazione non è stata ancora avviata?  

Michele Malfanti