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Fashion Valley: game over!

Evasione fiscale e distruzione del territorio: basta privilegi ad aziende dannose per il Ticino. I Verdi chiedono a gran voce controlli più severi per le aziende della logistica e in generale nel mercato del lavoro e propongono misure concrete con una mozione. È tempo di abbandonare questa strategia economica basata su dumping, sfruttamento del territorio e architetture fiscali fumose.

Dopo aver contribuito alla distruzione del territorio con la creazione di decine di capannoni destinati alla logistica in cui lavorano praticamente solo frontalieri, un servizio televisivo di FALÒ e uno di MODEM (RSI) mettono in luce come in Ticino si siano volute attirare aziende senza scrupoli, a suon di regali fiscali.              
La fashion Valley ticinese ha come protagonista l’emblematico caso Gucci, costrutto di ispirazione masoniana, accolto a braccia aperte dall’attuale direttore del DFE e sostenuta acriticamente dal suo partito il PL(R)T con l’aiuto di LEGA e gran parte del PPD. Si tratta di un meccanismo di sistematica evasione fiscale basato su bugie riguardo al tipo di attività svolto in Ticino (puramente di logistica e non di produzione) e alla residenza fittizia di alcuni manager che godevano dello statuto di globalista pur non avendo mai abitato in Ticino. Gucci è stata recentemente messa alle strette dal fisco italiano e francese per evasione, e si appresta ora a lasciare il Ticino.

I Verdi sono sconcertati dalle rivelazioni riguardanti le condizioni di lavoro all’interno di questi capannoni: salari da fame, ritmo da lavori forzati, condizioni microclimatiche insostenibili, lavoro su chiamata anche via sms, atteggiamenti omertosi sulle condizioni di lavoro, minacce di sanzioni in caso di non raggiungimento degli obiettivi e limitazioni nell’accesso ai servizi igienici.

È molto grave che aziende che offrono tali condizioni di lavoro, possano beneficiare di privilegi fiscali e non siano state oggetto di controlli da parte delle autorità.  Appare evidente che i benefici in termini di imposte a corto termine siano stati la ragione principale per limitare i controlli e chiudere un occhio in più occasioni. Così facendo, oltre che a danneggiare il mercato del lavoro ticinese, si è contribuito a sottrarre risorse fiscali destinate in primis a Italia e Francia.

Per i Verdi del Ticino è giunta l’ora di introdurre finalmente un salario minimo dignitoso, di rafforzare i controlli sul mercato del lavoro ticinese e di fissare regole solide che permettano al cantone di puntare ad un’economia che possa valore aggiunto e a basso impatto ambientale.