Quanto segue è tratto integralmente (titolo compreso) da “Il Mattino della Domenica”.

“La Fondazione riduce attività e impieghi a scapito dei dipendenti e dell’utenza disabile Cosa sta succedendo alla Fonte di Neggio? Intanto però si chiedono altri milioni pubblici. E dov’è l’Ufficio degli invalidi che dovrebbe controllare? Alla Fondazione La Fonte di Neggio le… acque si stanno facendo agitate. La Fonte, che si occupa di persone disabili, è finanziata quasi interamente con contributi pubblici gestiti dall’Ufficio invalidi. Ed è proprio a questo ufficio, stando a nostre informazioni, che un cospicuo numero di utenti hanno di recente scritto per denunciare una situazione che, negli ultimi tre-quattro anni, è andata via via peggiorando. I problemi sono iniziati nel 2016, quando venne scelto il nuovo direttore, in sostituzione del precedente andato in pensione. Le candidature, fatto del tutto nuovo per la Fondazione, vennero selezionate da una società “cacciatrice di teste”, la LWP di Lugano. A volere questa procedura, il presidente del Consiglio di Fondazione (CdF), ai tempi in carica da nemmeno un anno, che altri non è che il direttore di Migros Ticino: Lorenzo Emma.

Direttore residente Oltregottardo
Il direttore prescelto per La Fonte, Matteo Innocenti, è un cittadino italiano residente a Zurigo (naturalmente non si trovavano dei ticinesi con i requisiti richiesti, nevvero?). Il direttore ha il centro dei propri interessi in Svizzera tedesca, ed è presente in Ticino solo a tempo parziale. Il che è manifestamente problematico in una Fondazione che si occupa di persone disabili: una situazione d’emergenza, specie di emergenza sanitaria, può manifestarsi in ogni momento. La reperibilità del direttore è fondamentale. Eppure l’Ufficio invalidi non ha avuto nulla da eccepire a proposito della nomina di un direttore che risiede principalmente Oltregottardo.

Riduzioni e tagli
Il tandem direttore – presidente del CdF ha impostato la gestione della Fonte sui conti che devono quadrare. Ma devono farlo con i soli sussidi statali. In questo modo il CdF rinuncia ad occuparsi seriamente del Fund raising, ovvero della raccolta di soldi da donatori privati. Se non si cercano nuove entrate, occorre arrangiarsi con meno. Questo si traduce in risparmi, licenziamenti e sostituzioni. Alla Fonte negli ultimi anni sono stati effettuati tagli nel settore amministrativo, fondamentale nella conduzione di una Fondazione dall’attività ampia e sfaccettata. La Fonte infatti gestisce otto strutture, tra cui un centro diurno, alloggi, appartamenti protetti, laboratori, un’azienda agricola, una panetteria pasticceria, uno snack bar, vari punti vendita…
È poi stata la volta del team catering, chiuso con conseguente licenziamento dei due collaboratori e riduzione dell’offerta lavorativa agli utenti.
Imminente, se non già in corso, l’esternalizzazione del servizio di refezione della casa con occupazione di Neggio, pare per motivi di risparmio. La cuoca da anni attiva presso la Fondazione verrà dunque sollevata dall’incarico. Ad occuparsi della refezione sarà la ditta Policonsult SA che ci risulta essere un’impresa di pulizie!
Drasticamente ridotta pure l’offerta della panetteria/pasticceria “Il Fornaio” ad Agno: da tre panettieri che c’erano, ne è rimasto uno solo; e nell’aria c’è pure l’ipotesi di chiudere completamente il laboratorio di produzione per occuparsi solo della vendita.

E l’Ufficio degli invalidi?
La conseguenza di queste scelte sarà giocoforza una cancellazione di posti di lavoro destinati agli utenti invalidi. Tuttavia questi posti possono essere ridotti solo con l’avvallo dell’Ufficio degli invalidi. Il progetto di ridimensionamento è stato condiviso con l’Ufficio in questione? Gli utenti ed i loro rappresentanti legali ne sono a conoscenza? Si diceva dei tre panettieri ridotti ad uno. Che fine hanno fatto gli altri due? Uno è stato licenziato. L’altro è stato riciclato come vegliatore notturno alla Fonte 8, una casa che ospita invalidi fisici molto gravi. Il vegliatore notturno deve essere in grado di gestire emergenze, in particolare di tipo sanitario, visto il contesto. Un panettiere ha le competenze necessarie?

L’elenco potrebbe continuare.
Insomma, pare proprio che il direttore della Migros a capo del Consiglio di Fondazione abbia impresso alla Fonte una gestione da grande magazzino: per migliorare i conti, si taglia. Nel caso concreto si taglia “sulla pelle” dei dipendenti e degli utenti disabili.

Altri 4.8 milioni?
Intanto il Consiglio di Stato lo scorso 15 aprile ha licenziato un Messaggio che prevede il versamento di un contributo di oltre 4.8 milioni di fr. alla Fondazione La Fonte, destinato a costruire un nuovo stabile residenziale a Neggio. Del messaggio si occuperà la Commissione della gestione del Gran Consiglio (le verrà ufficialmente attribuito nel corso della prossima seduta, il 25 maggio). Ecco, magari prima di votare altri soldi pubblici per La Fonte sarebbe il caso di verificare cosa accade nella Fondazione capitanata dal direttore di Migros Ticino e dall’italiano residente in Svizzera interna.

MDD”

Considerato quanto precede, ritengo che qualche chiarimento sia dovuto. Per questo motivo chiedo al Consiglio di Stato:

  1. A quanto ammontano i contributi pubblici che riceve la Fondazione La Fonte annualmente (media degli ultimi 3 anni)?
  2. A quanto ammontano annualmente (media degli ultimi 3 anni) i fondi che la Fondazione raccoglie tramite donazioni e contributi privati? Viene svolta attivamente una ricerca fondi? Con che modalità?
  3. Corrisponde al vero che il Direttore attuale de La Fonte risiede a Zurigo ed è presente solo parzialmente in Ticino?
  4. Quanti erano i concorrenti idonei ad assumere la carica che risiedevano in Ticino?
  5. L’Ufficio invalidi, che dovrebbe essere il Servizio cantonale di riferimento, e/o il Consiglio di Stato è stato coinvolto nella scelta? L’ha avvallata?
  6. L’Ufficio invalidi e/o il Consiglio di Stato è a conoscenza della presenza solo parziale del Direttore in Ticino? Ritiene giustificabile questa situazione, specialmente dal profilo della raggiungibilità del direttore in caso di emergenza? Come vuole intervenire?
  7. Negli ultimi 3 anni, quanti licenziamenti, mancati rinnovi di contratto, sostituzioni, ecc. sono stati effettuati a La Fonte, in particolare per quel che concerne l’amministrazione e il team catering? Hanno riguardato anche persone al beneficio dell’AI? Tutto questo, ha comportato una diminuzione dell’offerta per gli utenti L’Ufficio invalidi e/o il Consiglio di Stato ne era a conoscenza? In che misura intende intervenire?
  8. Sembrerebbe imminente, se non addirittura già in corso, l’esternalizzazione del servizio di refezione della casa con occupazione di Neggio. Inoltre è stata drasticamente ridotta l’offerta della panetteria/pasticceria “Il Fornaio” ad Agno: da tre panettieri, ne è rimasto uno solo. L’Ufficio invalidi e/o il Consiglio di Stato era al corrente? Come vuole intervenire?

Per quel che concerne la richiesta di un credito d’investimento di fr. 4’832’100.- quale contributo alla Fondazione La Fonte per la costruzione di un nuovo edificio a Neggio destinato a casa con occupazione (v. messaggio n. 7807 del 15 aprile 2020), rilevo che, in Ticino, si stima per il periodo 2019-2022 un fabbisogno di 160 nuovi posti per persone con disabilità. Nello specifico, 70 con presa in carico diurna, 10 notturna e 80 diurna e notturna.

L’edificazione dalla nuova casa con occupazione che dovrebbe sostituire l’attuale casa denominata “Fonte 3” costerà in totale oltre 11 milioni di franchi, con un aumento di soli 3 posti letto (si passa infatti dai 21 attuali a 24). Inoltre, nel messaggio, si menziona che la Fondazione La Fonte necessita di fondi propri per fr. 6’273’000.- che la stessa si è impegnata a ottenere in parte tramite una raccolta di donazioni.

Richiamato quanto sopra, considerata anche l’entità dell’investimento, chiedo al Consiglio di Stato:

  1. Non era possibile aumentare in misura maggiore i posti letto? Quali valutazioni sono state fatte al riguardo?
  2. A quanto ammonta la parte di mezzi propri che la Fondazione si è impegnata ad ottenere tramite una raccolta di donazioni, quali garanzie ha dato al riguardo e quanto di questa somma è già stato raccolto?

Omar Balli
Buzzini – Genini – Guscio – Robbiani