La legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA) entrerà in vigore il 1° gennaio 2020 e i Cantoni dovranno adeguare la loro legislazione entro questa data. Il Governo grigionese ha ora licenziato il messaggio relativo all’attuazione cantonale della RFFA a destinazione del Gran Consiglio. 

La RFFA elimina in sostanza i privilegi fiscali concessi alle società di domicilio, holding e miste sostituendoli con strumenti accettati a livello internazionale, senza indebolire eccessivamente la piazza fiscale svizzera. Inoltre, la Confederazione mette a disposizione il patent box e la possibilità di una deduzione supplementare per le spese di ricerca e sviluppo. Infine la quota cantonale all’imposta federale diretta viene incrementata dall’odierno 17 per cento al 21,2 per cento. Le maggiori entrate che ne risultano dovranno permettere ai Cantoni di ridurre le imposte sull’utile per poter mantenere l’attrattiva della piazza fiscale e i corrispondenti posti di lavoro. Con la RFFA vengono però adeguate anche le regole per la perequazione finanziaria intercantonale. Per il Cantone dei Grigioni, ciò corrisponderà a minori entrate pari a circa 24 milioni di franchi. Queste perdite si manifesteranno indipendentemente dal presente progetto e più avanti nel tempo. 

Attuazione concreta nei Grigioni 
Il 21 maggio 2019 il Governo ha licenziato il messaggio relativo all’attuazione della RFFA. Esso propone in sostanza una riduzione dell’aliquota d’imposta sull’utile per le persone giuridiche dal 5,5 al 4 per cento, l’introduzione del patent box con uno sgravio del 70 per cento, una deduzione supplementare per le spese di ricerca e sviluppo pari al 50 per cento e una limitazione dello sgravio del 55 per cento. Inoltre è previsto un aumento a 3500 franchi dell’importo forfetario per le spese professionali per le persone fisiche. 

Queste misure portano soprattutto a minori entrate per quanto riguarda le persone giuridiche. Ciò riduce i ricavi del Cantone, dei comuni e delle Chiese riconosciute dallo Stato. Il Cantone e i Comuni possono compensare parzialmente le perdite con la quota superiore dell’imposta federale diretta. Le maggiori entrate supplementari dovranno confluire al Cantone e ai comuni in ragione di circa la metà ciascuno. Sono previste perdite di circa 10 milioni di franchi sia per il Cantone, sia per i comuni. Per poter compensare le perdite, per le Chiese riconosciute dallo Stato è previsto un aumento del tasso fiscale. 

Scadenze a livello cantonale 
Il Gran Consiglio discuterà la revisione parziale nella sessione di agosto 2019. Se in seguito venisse lanciato un referendum e se esso dovesse riuscire, il termine per la votazione popolare è fissato per il 9 febbraio 2020. Se il progetto verrà accolto, verrà posto in vigore perlopiù retroattivamente con effetto al 1° gennaio 2020. 

Se il Gran Consiglio non dovesse decidere in merito alla revisione parziale nella sessione di agosto, oppure se la revisione venisse respinta dal Popolo, a partire dal 1° gennaio 2020 troverebbero applicazione diretta diverse regolamentazioni della legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni. Ad esempio verrebbe introdotta direttamente la quota maggiore all’imposta federale diretta, verrebbero aboliti i privilegi fiscali per le società con statuto speciale o verrebbe introdotto il patent box con uno sgravio del 90 per cento. Non vi sarebbero tuttavia sgravi supplementari e indennizzi per i comuni e le Chiese riconosciute dallo Stato.