È stato firmato lo scorso 30 luglio il piano sociale per la ristrutturazione del gruppo Luxury Goods Logistics SA, che toccherà circa 400 unità. Dopo intense ma costruttive trattative le parti (direzione, rappresentanti dei dipendenti e sindacato OCST) sono giunte a un accordo. Più nel dettaglio sono state approvate varie proposte dei rappresentanti dei dipendenti e del sindacato OCST, tra le quali:

– Mantenimento del posto di lavoro per i residenti all’interno del gruppo in Ticino.

– 3 mesi di stipendio oltre la normale disdetta per chi sarà toccato dalla ristrutturazione; verrà inoltre riconosciuto un bonus di franchi 1’000 per ogni figlio a carico.

– Tutti avranno in anticipo la possibilità di sapere di essere toccati dalla ristrutturazione; ai dipendenti che presenteranno la propria disponibilità a terminare il rapporto di lavoro verranno corrisposti ulteriori 6 mesi di stipendio a scalare fino al secondo semestre 2022 quando saranno previste le ultime uscite.

– A tutti i dipendenti verrà offerto un posto di lavoro a tempo indeterminato presso XPO Supply Chain Italy S.p.A.. Chi accetterà avrà diritto a delle ulteriori misure: un sostegno finanziario per i primi 18 mesi come pure delle condizioni salariali superiori rispetto delle normali assunzioni italiane. Oltre a ciò è previsto un bonus di produzione come pure la 14esima mensilità e un periodo di prova fissato a 2 settimane.

– Misure gratuite di sostegno al ricollocamento per chi lo desidera o un pacchetto di formazione linguistica.

– Per quanto concerne i lavoratori interinali, non essendo purtroppo dipendenti del gruppo LGL, le misure concordate non sono applicabili. Si è però riusciti a negoziare una misura per gli interinali alle dipendenze da più di 2 anni. A loro verrà proposto un contratto a tempo indeterminato presso XPO.

Se da una parte il sindacato OCST si ritiene soddisfatto per il piano sociale firmato dall’altra è evidente che il territorio subirà delle ripercussioni da questo spostamento e non solo a livello di introiti fiscali. Pensiamo alle diverse società di servizi che gravitano intorno al mondo distributivo del gruppo Kering che certamente risentiranno di questa partenza.