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I Verdi del Ticino – SMS di Sanvido? Figlio di una cultura sbagliata

I Verdi del Ticino ritengono sintomatico il silenzio delle principali forze politiche sul comportamento del direttore EOC in merito alla vicenda dell’SMS inviato promettendo un posto di direttore sanitario ad un amico. In Ticino la cultura della cosa pubblica è quasi spenta. Le istituzioni sono ormai solo un mezzo di potere.

Non si indigna più nessuno. O quasi. Il direttore EOC offre via SMS ad un amico il posto di primario, in barba a qualsiasi procedura di concorso che è d’obbligo in questi casi. Ma non succede nulla. Il tutto sullo sfondo delle vicende che vedono il Cardiocentro battersi per non essere “assorbito” dall’EOC e poter mantenere così i propri privilegi, come quelli di nominare i propri figli nei ruoli dirigenziali. Quanto accade sembra essere diventato lo specchio di un Ticino nel quale non ci riconosciamo più, così come probabilmente non vi si riconoscerebbero più i principali protagonisti della vita politica di qualche decennio fa, indipendentemente dal colore politico. Un disamore per la cosa pubblica e verso lo Stato, testimoniato da numerose vicende controverse di questo quadriennio, come Argo 1, o perché no, le modalità in cui si è glorificato il settore della moda, rilevatosi in realtà nient’altro che una lavatrice fiscale.

I Verdi ritengono corretto chiedere un passo indietro al direttore EOC a seguito della vicenda. Consapevoli tuttavia che difficilmente ciò avverrà proprio per mancanza di cultura ed etica, chiedono agli elettori di valutare le forze politiche anche in rapporto alla gestione del proprio potere. Se vissuto come un mero modo di aumentare la propria influenza e farsi gli affari propri forse è meglio scegliere qualche forza politica che abbia un minimo in più di etica del rispetto della cosa pubblica e delle cittadine e i cittadini. Il 7 aprile si avvicina. Vi è la possibilità di lanciare un gran bel segnale.