Il partito dei Verdi del Ticino è spesso considerato nemico dell’economia, un movimento che disprezza i ricchi e che vuole punire la ricchezza. Niente di tutto questo in realtà: i Verdi hanno a cuore l’economia, che è parte fondamentale del nostro vivere comune. Dal nostro punto di vista si tratta però di un’economia che va riformata affinché non abbia ad incrementare i divari sociali e soprattutto a devastare il pianeta che ci ospita. Servirà a poco essere una delle nazioni con il PIL più elevato quando saremo sopraffatti, sempre con maggiore frequenza, da eventi meteorologici estremi (vedi Bondo nei Grigioni). Anzi, paradossalmente, il PIL nella ricostruzione potrebbe persino aumentare ma non certo con beneficio della qualità di vita delle cittadine e cittadini di questo paese. La sostenibilità ambientale può essere una carta vincente per la Svizzera se affrontata da leader e non a rimorchio di altre nazioni. Se non sapremo riconvertire la nostra economia in breve tempo, un domani dovremo per forza adattarci a regolamentazioni internazionali imposte da chi avrà una leadership e un know-how ben maggiore al nostro in ambito di economia circolare. Oggi si presenta un’opportunità da non perdere, affinché la Svizzera possa mantenere un’ottima qualità di vita, sfruttando ricerca e innovazione, e investendo maggiormente nella formazione di alta qualità. Ma non basta, serviranno regole chiare anche nell’ambito della finanza. Perché non è sufficiente riconvertire l’economia reale sul territorio, occorrono regole chiare affinché gli investimenti in energie non rinnovabili e processi produttivi inquinanti spesso svolti all’estero cessino. Le conseguenze di mancate scelte in questa direzione potrebbero portare a tracolli per piccoli investitori e assicurati per la previdenza vecchiaia. In definitiva I Verdi si battono per un’economia dal volto umano, capace di dare più possibilità a tutti e di vivere maggiormente in armonia con il nostro pianeta.