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Igor Righini – Presidente PS. Di nuovo smascherato il doppio gioco di liberali, PPD e della destra!

Il Ticino esige delle risposte alle urgenze dei salari e delle condizioni di lavoro, della continua riduzione del potere d’acquisto dei Ticinesi, in materia di protezione dell’ambiente, ma liberali, Ppd e la destra dimostrano ancora una volta il loro doppio gioco a livello cantonale e federale. I loro discorsi in vista delle Cantonali del 7 aprile sono chiaramente contraddetti dai fatti, com’è accaduto con la pressione e il dietro front all’ultimo minuto sull’aumento delle franchigie di cassa malati, bloccato grazie al PS insieme al fronte Rosso-Verde. Per questo bisogna assolutamente mantenere una voce di Sinistra al Governo e rafforzare la presenza socialista in Gran Consiglio.

La destra continua a impedire l’introduzione di un salario minimo dignitoso superiore ai 20 franchi all’ora, ha votato contro le misure per la protezione dell’ambiente e ha fatto pressione per fare aumentare le franchigie di cassa malati. 

La paura del referendum annunciato dal PS insieme al fronte Rosso-Verde e a una grande coalizione di altre organizzazioni a livello nazionale ha fatto fare marcia indietro a Udc e Ppd sulla vergognosa proposta, sostenuta comunque dai liberali, di fare aumentare senza limite le franchigie di cassa malati sulle spalle dei malati cronici e delle economie domestiche già in difficoltà che necessitano costanti cure mediche. 

Un doppio gioco di nuovo smascherato, portato avanti dalla destra a livello cantonale e federale. Nell’ultima legislatura cantonale Plr, Ppd e Lega hanno imposto tagli alla politica familiare, agli assegni integrativi e per la prima infanzia AFI/API, ai sussidi cassa malati e alle cure a domicilio. Uno smantellamento della politica sociale, contro cui ci siamo opposti con i referendum “Stop ai tagli!”. 

A Berna, la destra ha fatto gli interessi della lobby delle casse malati, facendo pressione per fare aumentare le spese per la salute degli assicurati e delle assicurate. Il PS invece s’impegna per la popolazione: abbiamo fatto fare dietro front sull’aumento delle franchigie e abbiamo lanciato l’iniziativa “Per premi meno onerosi” che chiede di limitarne il peso al 10% massimo del reddito delle economie domestiche. Grazie a un nostro emendamento, durante la discussione del preventivo cantonale 2019, sono stati aumentati i crediti per i sussidi cassa malati e per il potenziamento dell’Ispettorato del lavoro.

In materia di lavoro, il Consigliere di Stato liberale Christian Vitta dice di sostenere il no del Cantone all’accordo quadro con l’Europa, mentre a Berna Ignazio Cassis e il suo partito continuano a portare avanti un progetto che intende smantellare la protezione dei salari svizzeri, una garanzia in assenza della quale non potremo dare il nostro consenso. 

A livello cantonale, Plr, Ppd e Lega fanno muro contro le misure per la tutela delle condizioni di lavoro e dei salari. Nel contempo, alle Camere federali, sono sempre i partiti borghesi e la destra a respingere le proposte di protezione del mercato del lavoro e dei salari ticinesi.

Stessa storia per la protezione dell’ambiente, del territorio e del clima. Plr, Ppd e la destra si vantano improvvisamente di avere a cuore questi importanti temi, ma fino a ieri, in Gran Consiglio, si sono opposti ai deflussi minimi mentre a Berna hanno recentemente bocciato 8 misure concrete per la protezione del clima!

L’abisso che separa la destra dal PS è evidente! Contrariamente alla destra, che rappresenta gli interessi delle lobby e del grande capitale, noi siamo la voce dei bisogni della popolazione, della parità di genere, delle persone in difficoltà, di un ceto medio strozzato dall’esplosione dei premi cassa malati e degli affitti, di un’azione concreta per la protezione dell’ambiente e del clima.

Per questo il 7 aprile bisogna assolutamente impedire che la politica ticinese si sbilanci completamente a destra, votare la Lista 4. Partito Socialista – Gioventù Socialista per far sì che la Sinistra mantenga una voce in Governo, rafforzando la presenza socialista in Gran Consiglio.

Igor Righini – Presidente PS