In occasione della seduta del 26 giugno 2019 il Consiglio federale ha discusso l’iniziativa popolare «Sgravare i salari, tassare equamente il capitale». Il Governo ha incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di redigere un messaggio con proposta di rigetto dell’iniziativa, senza controprogetto.

I firmatari dell’iniziativa popolare chiedono che venga introdotta un’imposizione più elevata del reddito da capitale a partire da un importo che il Parlamento provvederà a stabilire. Il gettito supplementare risultante deve essere destinato alla riduzione dell’imposizione delle persone con redditi da lavoro bassi o medi o a uscite a titolo di riversamento in favore del benessere sociale. L’iniziativa è stata depositata il 2 aprile 2019 sotto forma di progetto elaborato.

Il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire ai sensi dell’iniziativa. Nel confronto internazionale, in Svizzera i redditi ante imposte e le uscite statali a titolo di riversamento sono distribuiti molto equamente. Il bisogno di ridistribuzione è quindi minore rispetto ad altri Paesi. Ciononostante, in Svizzera avviene una ridistribuzione percettibile delle risorse, principalmente sul fronte delle uscite, tramite prestazioni di trasferimento. Inoltre, la progressività delle imposte sul reddito e sul patrimonio contribuisce alla ridistribuzione delle risorse.

Il Consiglio federale ritiene che l’iniziativa popolare preveda uno strumento poco adatto a ridurre le disparità di reddito. In effetti, l’imposizione più alta proposta si basa prevalentemente sul tipo di reddito piuttosto che sull’importo. Da un lato, questa soluzione diminuirebbe l’attrattiva della piazza svizzera per le persone il cui capitale genera un reddito elevato. Inoltre, considerata la forte reattività del reddito da capitale di fronte a misure fiscali, una sua maggiore imposizione non si tradurrebbe in maggiori entrate come sperato dagli autori dell’iniziativa. Senza contare che l’effetto di ridistribuzione auspicato verrebbe meno. Infine, l’iniziativa comporterebbe un aumento delle uscite a titolo di riversamento, il cui volume non sarebbe determinato in funzione del fabbisogno ma in base alle entrate fiscali sul reddito da capitale, soggette a forti oscillazioni.