I costruttori del Burj Khalifa non sono affatto falliti. Ad essere, non fallito, ma in liquidazione, è un grosso gruppo edile, l’Arabtec Holding Pjsc (contractor), che all’epoca aveva partecipato, in pool con altre società, a fornire manovalanza per la costruzione del grattacielo più alto del mondo.

Scrivere che il costruttore del Burj Khalifa è fallito, come ha fatto qualche giorno fa il Corriere della Sera, vuol dire riportare notizie non vere. “Scrivere poi che il modello Dubai è finito è assolutamente errato – spiega Daniele Pescara, finanziere veneto, titolare della società Falcon Advice con sede a Padova e Dubai, che aiuta le aziende italiane ad aprire società negli Emirati –. Il Burj Khalifa è stato sviluppato da Emaar, che è il developer anche del Dubai Mall e di tutta Downtown. L’Arabtec forniva solo gli operai ad Emaar. Qualcuno, leggendo quell’articolo, poterebbe pensare che Emaar sia fallito cosa che non è assolutamente vera. Men che mai che il modello Dubai sarebbe in difficoltà”.

Le scritte illuminate di Emaar compaiono spesso sulla superficie esterna del Burj Khalifa, d’altronde quale modo migliore per pubblicizzarsi? Ed è infatti proprio per questo che Emaar è diventato un importantissimo brand internazionale riconosciuto ovunque e che non soffre la crisi.

“L’Arabtec purtroppo versava in pessime condizioni finanziarie già da qualche anno – continua Pescara – ed il Covid-19 ha semplicemente accelerato una fine che era già segnata. E hanno scelto la via della liquidazione, proprio per evitare il fallimento”.

Alessandro Ventura, che si occupa di Real estate a Dubai e che vanta una licenza internazionale nel campo delle intermediazioni immobiliari (l’unico italiano ad averla) commenta: “Una mossa doverosa per Arabtec, ma a dispetto di ciò che si legge nell’articolo, non credo affatto che ci sarà un fallimento a catena dei gruppi edili a Dubai. L’edilizia residenziale di lusso in quella parte di mondo non è affatto in crisi, anzi il dinamismo di Dubai non può essere messo in discussione, il recente storico accordo con Israele lo dimostra ed il Real Estate ad agosto si è rimesso in moto tanto è vero che in alcune zone i prezzi hanno ricominciato a salire”.