Il Governo chiede al Gran Consiglio di raccomandare al Popolo il rigetto dell’iniziativa popolare cantonale “Per il ridimensionamento del Gran Consiglio: 90 bastano”. Il Governo intende inoltre anche rinunciare a un controprogetto. Ciò è quanto risulta dal messaggio del Governo al Gran Consiglio. Quest’ultimo discuterà l’affare probabilmente nella sessione di ottobre 2019.

Il 12 settembre 2018 i rappresentanti del comitato d’iniziativa hanno consegnato alla Cancelleria dello Stato l’iniziativa popolare lanciata dal partito socialista “Per il ridimensionamento del Gran Consiglio: 90 bastano”, per la quale sono state raccolte 4359 firme valide. L’iniziativa popolare è stata redatta sotto forma di proposta generica per la modifica costituzionale e contiene tre richieste: 

• Innanzitutto il numero di granconsiglieri deve essere ridotto dai 120 attuali a 90;
• In secondo luogo i circondari elettorali dovranno essere adeguati alle nuove dimensioni del Parlamento. In questo contesto sarà necessario fare in modo che la parità della forza di voto sia garantita:
• In terzo luogo il Gran Consiglio dovrà essere eletto secondo le nuove dimensioni del Parlamento per la prima volta nel 2022. 

Ridimensionamento del Gran Consiglio 

La richiesta principale dell’iniziativa, ossia il ridimensionamento del Gran Consiglio, è già stata inserita più volte nell’agenda politica. Un ridimensionamento era già stato respinto nel quadro della riforma parlamentare (2002) e della revisione totale della Costituzione cantonale (2003). Anche l’iniziativa popolare “Gran Consiglio: 80 ne bastano” presentata il 25 settembre 2006 è stata respinta sia dal Gran Consiglio, sia dal Popolo grigionese (votazione popolare del 24 febbraio 2008). Inoltre non molto tempo fa, nella sessione di agosto 2017, il Gran Consiglio ha respinto in modo netto l’incarico di frazione PS concernente un Gran Consiglio più piccolo. 

Secondo il Governo, da quando sono state prese queste decisioni non sono affiorati aspetti sostanziali che renderebbero opportuno o addirittura necessario un ridimensionamento del Gran Consiglio. In caso di ridimensionamento, secondo l’opinione del Governo la varietà linguistica e culturale e la struttura regionale dell’ampio Cantone non potrebbero più essere rappresentate in misura sufficiente nella composizione del Gran Consiglio. La funzione del Gran Consiglio quale rappresentante del Popolo verrebbe limitata considerevolmente. Una riduzione del numero di membri non è necessaria nemmeno per motivi di efficienza e funzionalità. I Grigioni dispongono di un Parlamento di milizia funzionante ed efficiente che è perfettamente in grado di adempiere i compiti assegnatigli dalla Costituzione e dalla legislazione, tutto ciò con spese proporzionate. L’iniziativa va respinta già solo per questi motivi. 

Adeguamento dei circondari elettorali e conseguenze per il sistema elettorale attuale

L’accettazione dell’iniziativa avrebbe conseguenze anche sul sistema elettorale attuale, siccome l’iniziativa oltre al ridimensionamento del Gran Consiglio richiede anche un adeguamento dei circondari elettorali rispettando la parità della forza di voto. Mantenendo il sistema maggioritario attuale si dovrebbe quindi modificare la suddivisione dei circondari elettorali. Sarebbe anche possibile un passaggio al sistema proporzionale. Anche in questo caso si renderebbero necessari una modifica nella ripartizione dei circondari elettorali e un nuovo sistema di attribuzione dei seggi. Il Popolo grigionese ha confermato il sistema elettorale attuale in una serie di votazioni popolari, l’ultima volta il 3 marzo 2013. Dal punto di vista della politica statale risulta discutibile ritornare indirettamente sulla questione del sistema elettorale, confermato recentemente dal Popolo, tramite un ridimensionamento del Gran Consiglio. I Grigioni dispongono di un sistema elettorale dotato di legittimazione politica e adeguato alle condizioni e alle necessità. L’iniziativa va perciò respinta anche sotto questo aspetto. 

Ulteriore procedura 

Una votazione popolare sulla presente iniziativa si terrà se il Gran Consiglio respingerà con o senza controprogetto l’iniziativa oppure se l’approverà, presentando però un controprogetto. Se il Gran Consiglio approverà l’iniziativa senza controprogetto, non si terrà una votazione popolare. 

Elezioni di rinnovo 2022 

In caso di accettazione dell’iniziativa, le prossime elezioni di rinnovo del Gran Consiglio nel 2022 andrebbero svolte secondo le nuove dimensioni del Parlamento, premesso che la modifica costituzionale necessaria (con seconda votazione popolare obbligatoria) e il diritto derivato, nonché i provvedimenti organizzativi necessari, possano essere realizzati per tempo. A seconda dello svolgimento di questa procedura potrebbe presentarsi la situazione in cui tutto ciò non riesca, nonostante tutti gli sforzi. In questo caso le elezioni del Gran Consiglio 2022 dovrebbero essere svolte ancora con le dimensioni attuali del Parlamento secondo il sistema elettorale odierno nei 39 circondari elettorali.