Il sì del popolo alla RFFA è un risultato in chiaroscuro: se da una parte con questa riforma saranno aboliti i privilegi fiscali delle multinazionali, verrà corretta parzialmente l’imposizione dei dividendi e si otterrà un finanziamento supplementare dell’AVS, dall’altra sussistono le criticità di un pacchetto che lega la fiscalità alla socialità e di un prossimo progetto per l’abbassamento della fiscalità cantonale a cui il PS riserverà una ferma opposizione. Salutiamo con piacere il netto sì alla modifica della Legge sulle armi che permetterà un maggiore controllo del mercato e più sicurezza per i cittadini e per le forze di polizia. Il no al testo dell’iniziativa “Giù le mani dalle Officine” mostra che i Ticinesi non vogliono mettere a repentaglio il progetto del nuovo stabilimento prospettato a Castione con 200-230 posti di lavoro. Un progetto che il PS ha sempre giudicato insoddisfacente e che sulla base delle dichiarazioni d’intenti dovrà portare allo sviluppo di maggiori competenze con più posti di lavoro, richiamando in particolare il datore di lavoro FFS ad una maggiore coscienza sociale e attaccamento al territorio ticinese. Con il netto no alla semaforizzazione sul Piano di Magadino, i Ticinesi hanno espresso un messaggio chiaro: per risolvere i problemi di mobilità bisogna investire nel trasporto pubblico, non in progetti inutili.

Sì alla RFFA: aspetti positivi e negativi

Il Popolo svizzero ha deciso di accettare la RFFA, il pacchetto di riforma fiscale associata al finanziamento dell’AVS: per il PS cantonale si tratta di un risultato in chiaroscuro. La fine dei privilegi fiscali per le multinazionali, contro cui il PS si è sempre battuto, è un punto positivo della riforma. Rispetto alla Riforma III dell’imposizione delle imprese, contro cui ci siamo battuti con successo, la RFFA corregge parzialmente gli aspetti più negativi con l’aumento dell’imposizione dei dividendi e un limite al principio degli apporti in capitale esentasse. Un risultato parziale rispetto a quanto richiesto dal PSS, ma un passo nella buona direzione. 

Positivo anche il finanziamento supplementare dell’AVS, l’assicurazione più sociale della Svizzera. Il primo da più di 20 anni e che permetterà di affrontare una riforma equilibrata della previdenza vecchiaia senza essere costretti all’innalzamento dell’età di pensionamento a corto termine. 
Il PS ribadisce tuttavia due aspetti critici della riforma. Il primo riguarda l’unità della materia e il fatto che con questo genere di riforme i progetti di rafforzamento della socialità possano essere sistematicamente associati a dei progetti di defiscalizzazione che riducono le risorse dello Stato conducendo quindi a tagli alle prestazioni sociali. Il secondo aspetto critico riguarda la concorrenza fiscale tra i Cantoni e un progetto di defiscalizzazione in Ticino contro cui esprimiamo la nostra decisa opposizione. La RFFA non dovrà essere il pretesto della destra per portare avanti degli sgravi fiscali cantonali che metterebbero a rischio le finanze del Cantone. Se questo disegno politico verrà portato avanti, il PS lancerà un referendum. Continueremo a batterci per una fiscalità equa: importante sarà l’iniziativa già annunciata a livello nazionale, con cui verrà chiesto di introdurre un tasso minimo in materia di fiscalità dei Cantoni.

Soddisfazione per il sì alla Legge sulle armi

Il PS si rallegra del netto sì di popolo e Cantoni alla revisione della Legge sulle armi, con cui verrà adottata la modifica della direttiva europea in materia. È dimostrato che un maggior controllo delle armi ha un impatto diretto nella riduzione delle vittime a causa delle stesse. Dall’entrata in vigore della Legge sulle armi nel 1999, le vittime sono passate da oltre 460 a circa 200 all’anno, ovvero 4 morti a settimana. Sono ancora troppe e la modifica della legge permetterà di ridurle ulteriormente. Il tiro sportivo e le tradizioni svizzere non sono per niente a rischio. Ci sarà un migliore controllo delle armi in circolazione e deploriamo che questo oggetto non sia passato anche in Ticino come nel resto della Svizzera. 

Officine FFS: più posti di lavoro con strumenti adeguati

Per quanto riguarda l’iniziativa “Giù le mani dalle Officine”, con il no, la popolazione ticinese ha respinto l’idea secondo cui il testo di legge in votazione avrebbe potuto portare più contenuti e posti di lavoro in seno al nuovo stabilimento delle FFS prospettato a Castione. Il PS ha sempre avuto a cuore il futuro e i posti di lavoro delle Officine. Abbiamo agito per ottenere una migliore soluzione e più posti di lavoro riguardo a un progetto ancora insoddisfacente, chiedendo degli impegni vincolanti sin dalla dichiarazione d’intenti. Abbiamo perciò presentato un controprogetto che avrebbe permesso di ottenere più contenuti e posti di lavoro senza mettere a repentaglio il progetto di Castione e i 200-230 posti garantiti a lungo termine. Il PS è deciso a continuare a battersi affinché le future Officine FFS possano contare il massimo dei posti di lavoro possibili grazie a strumenti che non mettano però a rischio il progetto di nuovo stabilimento FFS e i suoi posti di lavoro. 

Mobilità: investire nel trasporto pubblico, non in esperimenti inutili

In materia di mobilità, il PS saluta il netto no con cui i Ticinesi hanno respinto la semaforizzazione del Piano di Magadino per un costo di 3,3 milioni di franchi, in sostituzione delle rotonde contro cui ci siamo opposti. Una decisione incomprensibile giustamente respinta, a meno di due anni dall’inaugurazione della galleria di base del Ceneri. Il messaggio dei Ticinesi è chiaro e ne siamo soddisfatti: per risolvere i problemi di mobilità bisogna investire nei trasporti pubblici, non in esperimenti come questo che avrebbero sprecato inutilmente delle importanti risorse. 

Igor Righini Presidente PS