La Direzione del Partito Socialista esprime un giudizio critico riguardo al messaggio del Governo sull’Adeguamento della Legge tributaria cantonale alla legge concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS (RFFA). La Direzione del PS ritiene il pacchetto fiscale squilibrato, volto soprattutto a proporre sgravi fiscali ad aziende e fasce della popolazione che non ne hanno bisogno.

Il PS afferma il suo disaccordo riguardo alle misure aggiuntive relative alle persone fisiche del pacchetto fiscale del Governo, non previste dalla RFFA. Lo sgravio lineare tramite riduzione del coefficiente cantonale d’imposta del 2% fino al 2024 non sostiene i salari medio bassi e peserà per 30 milioni sui conti cantonali, non entriamo nemmeno in discussione sull’ipotesi illustrata nel messaggio di deciderne in seguito un raddoppio.

D’altro canto, il patto di Governo prevede degli investimenti per la scuola di 17,4 milioni a livello cantonale e di 0,8 milioni per i comuni, delle misure sociali di circa 15 milioni volte a ribilanciare gli assegni AFI/API e ridurre i premi di cassa malati, oltre al risanamento della cassa pensioni dello Stato, investimenti di per sé positivi. La Direzione del PS si rallegra che il Consiglio di Stato ne riconosca il carattere urgente e indispensabile. Degli interventi che vanno perciò adottati senza essere legati a degli ulteriori sgravi fiscali. Gli assegni AFI/API e i sussidi di cassa malati sono stati oggetto di tagli per 50 milioni negli ultimi anni, colpendo moltissime famiglie già in difficoltà. Il PS ha già chiesto che vengano ristabiliti, in virtù degli avanzi d’esercizio registrati dai conti dello Stato e indipendentemente dagli sgravi fiscali, poiché hanno colpito oltremodo le famiglie che ne hanno bisogno. 

Per quanto riguarda le persone giuridiche e l’adeguamento alla RFFA, il PS deplora che il Governo abbia applicato il massimo relativo alle possibilità di sgravio, in particolare il 150% per la ricerca, il 90% per l’utile legato ai brevetti (patent box) e lo sgravio massimo del 70% del dovuto. La Direzione del PS esprime in particolar modo il suo disappunto riguardo alla seconda fase della riduzione dell’aliquota cantonale dell’imposta sull’utile, che entrerà in vigore nel 2025. Se la prima fase e la sua riduzione all’8% può essere compresa alla luce della RFFA, delle compensazioni della Confederazione e della necessità di parificare l’imposizione delle aziende a statuto speciale con le altre, un’ulteriore riduzione al 5,5% dal 2025 non può essere accettata. Questa misura comporta delle perdite troppo importanti per le casse pubbliche, -47 milioni all’anno per il Cantone e -46 milioni per i Comuni dal 2025 (non immaginiamo nemmeno di aggiungere i 60 milioni supplementari a carico del Cantone ipotizzati dal DFE), sgravi che condurranno inevitabilmente a tagli e a misure d’austerità in nome della concorrenza fiscale intercantonale al ribasso contro la quale il PS si è sempre opposto. Una concorrenza che con il pacchetto fiscale del Governo – e l’introduzione di un moltiplicatore differenziato tra persone fisiche e persone giuridiche – verrà alimentata anche tra i Comuni del Cantone e che il PS non è intenzionato ad accettare.

In ogni caso, il PS attende che vengano licenziati anche i tre messaggi promessi e per ora solo annunciati (scuola, intervento sociale e risanamento della cassa pensioni) per una valutazione complessiva dei diversi provvedimenti proposti e promessi dal Governo.

Per la Direzione del PS, Fabrizio Sirica, Vicepresidente P