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Il verde pubblico di Claudia Crivelli Barella

L’arredo verde nel corso dei secoli ha rappresentato la manifestazione di un senso estetico in quanto collegamento con il mondo della natura e del divino. Dall’epica omerica leggiamo, nel VII libro dell’Odissea, che Ulisse giunse nella città dei Feaci e lì fu ospitato nella reggia di Alcinoo. Un giardino meravigliosamente ordinato, in cui sono presenti piante ornamentali e piante utili, irrorato d’acque cristalline e composto di elementi decorativi fantastici. Il giardino omerico è l’affermazione dell’uomo sulla natura, ma le due forze, natura e uomo, lungi dall’opporsi, si conciliano in una sintonia perfetta.

Le antiche città erano integrate con la campagna circostante, al contrario i primi processi di inurbamento alterano questo rapporto portando ad un conflitto città/campagna. Oggi il verde urbano può contribuire in modo determinante alla salute psicofisica degli abitanti e al miglioramento del microclima grazie alla componente vegetale, attenuando gli squilibri ambientali della città. Il limite di una politica del verde risiede nell’assenza di una cultura specifica, che dobbiamo creare, anche con la riprogettazione delle aree dismesse, fino a comprendere interventi di risistemazione di spazi urbani minori. Importanti sono i parchi, i viali alberati, il verde pensile e le aree agricole, a cui va aggiunta anche l’opera dei cittadini che, culturalmente responsabili, anche attraverso l’arredo privato, possono rendere ancora più alto il valore della città. Infatti in un processo di espansione urbana, il verde viene ad assumere nuovi ruoli, non solo quello decorativo ma anche ecologico e sociale, con spazi ricreativi ed educativi che migliorano l’ambiente urbano e la biodiversità e il microclima, attraverso l’evaporazione delle piante. Alcuni architetti moderni privilegiano una cultura industriale dell’edilizia: il mattone ed il cemento sembrano più importanti del concetto di città-giardino, dando come risultato il cancellare un elemento culturale presente nelle città europee sin dal medioevo: il parco e l’orto urbano, che invece è utile dal punto di vista educativo e sanitario, sia per la presenza di essenze aromatiche e balsamiche, sia per l’effetto di mitigazione del microclima, sia per l’effetto psicologico prodotto dalla vista rilassante di un’area verde ben curata. Il verde può fornire un importante effetto di protezione e di tutela del territorio in aree degradate o sensibili. I parchi e i giardini storici, così come gli esemplari vegetali di maggiore età o dimensione, costituiscono dei veri e propri monumenti naturali, la cui conservazione e tutela dovrebbe rientrare tra gli obiettivi dell’intero Cantone.

Claudia Crivelli Barella, granconsigliera e candidata per i Verdi per il Consiglio di stato e per il Gran consiglio

Marzo 2019