Il Consiglio di Stato ha approvato il nuovo sistema di calcolo per l’imposta di circolazione, il quale tiene in considerazione le emissioni di CO2 e la massa a vuoto del veicolo. Con l’approvazione del messaggio governativo viene data evasione anche alle due iniziative popolari pendenti: il Governo invita pertanto il Parlamento a considerare il nuovo testo di legge come controprogetto all’iniziativa “Per un’imposta di circolazione più giusta” e a respingere invece l’iniziativa “Gli automobilisti non sono bancomat”.

Questa mattina in conferenza stampa il Presidente del Consiglio di Stato Christian Vitta, e il Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnati dal Capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova e dal Presidente dell’Unione professionale svizzera dell’automobile Roberto Bonfanti hanno presentato il nuovo sistema di calcolo per l’imposta di circolazione.

La formula, posta in consultazione una prima volta nel 2017 e una seconda volta lo scorso mese di gennaio, prevede la somma della massa a vuoto del veicolo moltiplicata per un coefficiente fisso pari a 0.11 e delle emissioni di CO2 moltiplicate per un coefficiente variabile.

Il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha evidenziato che l’obiettivo della nuova formula è quello di avvicinare l’imposta media cantonale alla media svizzera, riducendo l’imposta di circolazione nei casi dove la differenza con gli altri Cantoni era davvero significativa.

Inoltre, ha spiegato il Direttore del DI, si intende contenere il gettito annuale dell’imposta sotto la soglia dei 105.8 milioni di franchi.
Dal canto suo, il Capo della Sezione della circolazione Cristiano Canova ha illustrato alcuni esempi pratici relativi all’impatto che il nuovo metodo di calcolo avrà su alcuni dei modelli di automobili più venduti in Svizzera, dimostrando in tal senso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

L’intenzione del Governo, tenendo conto delle tempistiche legate all’iter parlamentare e all’evasione delle iniziative popolari, è di potere applicare il nuovo sistema di calcolo a partire dal 1. gennaio 2020.